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L'agroalimentare ennese; il settore Lattiero-caseario, i produttori "Momento difficile ma teniamo; i consumatori puntino ai prodotti del territorio"

Un settore che di quelli del comparto agroalimentare rispetto ad altri sta risentendo maggiormente della crisi. Ma che però cerca lo stesso di difendersi. E lo potrebbe fare ancora di più se il suo prodotto venisse maggiormente valorizzato dal consumatore locale. E’ quello lattiero caseario in questo momnto dei crisi per l’epodemia del Coronavirus che in provincia di Enna conta una decina di caseifici di medio livello oltre che tutta la filiera della produzione del latte. Un settore questo che sta fortemente risentendo della chiusura forzata di una serie di attività legate alla ristorazione e pizzerie ma anche bar e pasticcerie. Fortunatamente per tanti c’è lo sfogo della Grande distribuzione ma anche la riscoperta della bottega sotto casa e c’è chi anche si arrangia con le consegne a domicilio. “E’ chiaro che le vendite sono calate – commenta Paolo Gagliano del Caseificio Il Cavalcatore di Assoro che conta 18 dipendenti – si è azzerato tutto il mercato con i ristoranti, pizzerie e pasticcerie e l’estero. Il nostro prodotto arriva anche in Australia. Fortunatamente ci stiamo difendendo con la grande distribuzione organizzata. Ma stiamo comunque lavorando per rispetto degli allevatori che giornalmente ci forniscono il latte. Ci auguriamo che tutto ritorno alla normalità il prima possibile. Se poi la gente in questo momento puntasse ai prodotti dei territori tutto sarebbe più facile”. “Il fermo di determinate attività come pizzerie e soprattutto per noi pasticcerie ha ridotto drasticamente il nostro volume di vendita – continua Paolo Savarese del Caseificio Valvo di Enna che conta una ventina di addetti – in modo particolare in questo periodo pasquale dove si avrebbe avuto un consumo maggiore di vendita in particolare di ricotta. Anche noi cerchiamo di difenderci con la produzione per la Grande distribuzione anche perché abbiamo dei nostri formaggi che sono a marchio delle catene della grande distribuzione con cui lavoriamo. Ma sono anche cambiate in questo momento le abitudini alimentari delle persone che rimanendo a casa hanno stravolto il loro modo di mangiare. Ad ogni modo noi guardiamo con ottimismo al futuro. Se poi in questo momento il consumatore privilegiasse il prodotto locale per noi sarebbe un grosso aiuto”. C’è anche chi in questo momento punta a “coccolarsi” il cliente porta a porta con una puntuale consegna a domicilio. Come ad esempio fanno al Caseificio Raja nell’omonima contrada gestito in modo famigliare dai fratelli Cottonaro. “Noi non siamo presenti nella grande distribuzione e quindi dobbiamo trovare altre forme di mercato come ad esempio la consegna e domicilio – spiega Oriana Cottonaro – fortunatamente (facendo una risata) la gente a casa ancora mangia. Inoltre abbiamo un consolidato rapporto con dei piccoli market in città con cui continuiamo a lavorare bene sia per i formaggi che per la ricotta. Siamo qui ed in attesa di tempi migliori cerchiamo di difenderci. Ma se in questo momento si desse maggiore considerazione alle produzioni locali per noi sarebbe una importante boccata d’ossigeno”.
Riccardo Caccamo

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