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La tragedia di Cutro: lettera aperta di Angiolo Alerci al Ministro Piantedosi

Riccardo Marzo 9, 2023 5 minuti letti

LETTERA APERTA PER IL 8 marzo 2023
Dr. Matteo Piantedosi
Ministro degli Interni
ROMA

LA TRAGEDIA DI CUTRO

Ho seguito con particolare interesse il dibattito al Senato sulla grave tragedia verificatasi nel naufragio di Cutro ed ho rispolverato ancora una volta i ricordi
di miei articoli pubblicati su diversi giornali on line, conservati nella mia collana di libri “Cronaca e riflessioni sulla politica italiana” e sistematicamente fatti pervenire ai personaggi chiamati in causa, anche in modo tradizionale.
Mi ha molto lusingato sentire che è nei programmi la necessità di creare un “corridoio”, servito da navi per trasportare i migranti “regolari”, raccolti in particolari centri, per diminuirne i flussi irregolari che. l’evolvere della situazione generale già prevede.
Come dopo quella di Lampedusa quest’ultima verificatasi nello Ionio le Camere, dopo un continuo scaricabarile, non tanto per accertare eventuali effettive responsabilità ma per tentare ognuno a addossarle ad altri, hanno confermato la fiducia al Ministro degli Interni che l’opposizione voleva dimissionato.
.
Dal dibattito una proposta seria è stata ventilata.
Tenuto conto che quasi tutti i migranti provengono da zone molto particolari, sia per le guerre civili che per le inaccettabili condizioni di vita imposte, sarebbe opportuno organizzare dei “corridoi di solidarietà” e trasportare con navi i migranti, dopo averne accertato i veri motivi delle loro decisioni.
Nelle discussioni fatte è stata anche sollevata una certa responsabilità da parte del Forex, ente creato per assistere (?) la folla di natanti che giornalmente si muovono con centinaia di migranti nel mediterraneo, per non avere segnalato il passaggio di quel “zatterone” contenente circa duecento persone, in un mare che non prometteva niente di buono.
Oggi a caldo dopo la grande tragedia, così come avvenne dopo quanto accaduto a Lampedusa, si fanno delle proposte che saranno dimenticate nell’arco di pochi giorni.
Spesse volte mi sono intrattenuto su alcuni aspetti della migrazione ed ho pensato di estrapolarne due:

La prima del 9 0ttobre 2013
LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA
Finalmente un rappresentante dell’Europa, il Presidente Barroso accompagnato dal Presidente Letta, è stato in visita a Lampedusa, per rendersi conto della situazione, dopo la grave sciagura verificatasi nei giorni scorsi.
Mentre Letta ha preso formale impegno di modificare la legge Bossi-Fini, Barroso ha assicurato un forte contributo da parte dell’Europa, ma molto chiaramente ha voluto sottolineare che la Commissione da lui presieduta non può interferire con la sovranità degli Stati.
Poiché è stato accertato che la maggior parte degli immigrati ha dichiarato di considerare l’Italia zona di transito per raggiungere altri Paesi europei, con preferenza la Germania, si potrebbe valutare la possibilità di evitare i disagi a coloro i quali, con alto costo monetario, rischiano la vita servendosi di vecchie carcasse per attraversare il Mediterraneo.
”Creare in Libia un centro di accoglienza per coloro i quali, per motivi seriamente accertati siano costretti ad emigrare e trasportarli, dopo averne verificato il diritto e la loro identità, con una nave in uno o più porti del nord, agevolandoli nel raggiungere gli agognati Paesi che temono con loro, di perdere parte della loro sovranità.
Nota pubblicata su diversi giornali on line, inserita alle pagine 100/101 del mio terzo volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana.
Il 21 marzo 2017 il giornale “La Stampa” a distanza di circa quattro anni dalla mia nota sopra descritta, in occasione di un incontro in Libia del Ministro Minniti con il Presidente Libico, titolò un articolo “CAMPI IN LIBIA PER FERMARE I MIGRANTI”.

Con una mia nota del 29 giugno del 2017, pubblicata sempre sugli stessi giornali on line inserita alla pagine 81/83 del mio terzo volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana scrivevo:
“ Immigrazione: Tanto tuonò che piovve.
Immigrazione aggravata dalla creazione del cosiddetto FRONTEX.
All’inizio i trafficanti si servivano di vecchi natanti che raggiungevano Lampedusa e che a Lampedusa venivano distrutti.
Oggi assistiamo all’arresto di qualche scafista, senza considerare che la nuova gestione di sorveglianza illuminata dal FRONTEX, pesantemente curata con costi rilevantissimi, ha agevolato e continua ad agevolare le grosse speculazioni a danno dei migranti.
Assente spesso nel momento del bisogno, come accaduto nella recente tragedia di Cutro, “FRONTEX” nella sua gestione ha ottenuto soltanto due effetti negativi:
il pattugliamento con navi e aerei in prossimità delle coste libiche, che ha moltiplicato l’attività degli scafisti per la notevole riduzione delle ore di navigazione e un aumento del numero delle navi, in parte gestite anche da pseudo organizzazioni umanitarie, come accertato dalla Magistratura italiana, che stazionano al limite delle acque territoriali libiche in contatto con i faccendieri.
Cambiano i nostri governanti ma, purtroppo, il nostro DNA accomuna un po tutti.
Spero che Lei, tecnico e non politico, si comporti in modo completamente diverso dell’allora Ministro Alfano, al quale avevo indicato questa soluzione auspicata oggi , che avrebbe certamente ridotto il gran numero di persone nel frattempo morte.
Allora rimasi sorpreso di una dichiarazione del Ministro Alfano il quale, commentando le notizie che un milione di persone sono in attesa di iniziare il lungo viaggio per raggiungere le coste siciliane, aveva affermato che bisogna fermare in Libia questo previsto esodo.
Ci sono voluti circa venti mesi perché quel Ministro degli Interni comprendesse che la regolamentazione dell’afflusso degli immigrati doveva essere meglio gestita come da me suggerito.Suggerimento inutile dal momento che niente venne modificato.
Ci sono voluti soltanto dieci anni per sentire parlare di quel corridoio suggerito soltanto il 9 ottobre 2013 e spero che questa volta possa finalmente essere realizzato.
Con stima e augurando buon lavoro
angiolo alerci

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Riccardo

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