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LA STORIA SI RIPETE Evidenza per futura memoria IO IMPUTATO – di Angiolo Alerci

Riccardo Gennaio 24, 2024 8 minuti letti

LA STORIA SI RIPETE
Evidenza per futura memoria

IO IMPUTATO

Cristian Solinas, attuale Presidente della Regione Sardegna ha tenuto impegnati tutti i media per la contrapposizione all’interno della maggioranza sulla sua conferma, o meno, in occasione delle imminenti elezioni per il rinnovo di quell’assemblea.
Forte del sostegno di Salvini, contrari gli amici della Meloni, agnostici gli ex berlusconiani.
A risolvere un problema attenzionato da anni, la magistratura ha ritenuto di contestargli presunti reati alla vigilia della presentazione delle candidature, con un tempismo particolare.
Solinas non sarà “in nome della legge” il candidato uscente da ripresentare.
Due volte ho pubblicato delle note di critica alla Presidente dell’antimafia on. Rosy Bindi, peri avere comunicato solo alla vigilia della presentazione delle liste dei candidati la lista dei non candidabili, cosa che poteva essere fatta molti giorni prima.
Questa premessa mi ha spinto a raccontare una mia particolare esperienza, per futura memoria, vissuta nel 1972.
Nel 1962 e nel 1967 sono stato candidato della D.C. alle elezioni regionali dell’Assemblea Siciliana.
Unico superstite oggi dei fondatori della D.C. di Enna, nel 1962 dopo dieci anni di assenza da Enna per motivi di lavoro, ritornai nella mia città con la funzione di Ispettore della Sicilcassa.
In quel periodo erano state all’interno del partito realizzate le ben note correnti, che rendevano sempre più difficile la gestione di tutte le problematiche connesse.
La più importante in quel momento era il mancato accordo sulla designazione del Presidente dell’Ospedale di Enna.
Erano state proposte e valutate diverse persone, i cui nomi venivano subito accantonati.
Dopo le lunghe, laboriose e inutili trattative un membro, l’Avv. Adriano Termine, propose il mio nome dal momento che avevo sempre mantenuto la mia presenza nel partito, ma ero rimasto fuori dal gioco delle correnti.
Proposta che venne subito accettata.
L’On. Giuseppe D’Angelo, leader allora della d.c. di Enna, considerando l’apporto che avrei potuto dare al partito con quella nomina, mi volle candidato per le imminenti elezioni regionali del 1962, assicurandogli da parte mia l’impegno anche in suo favore.
Impegno da me mantenuto e confermato dal risultato elettorale di Enna dove, in occasione delle precedenti elezioni i voti ricevuti dall’on D’Angelo, sempre eletto fin dalla prima legislatura del 1947, oscillavano tra i 700 e gli 800.
Nel 1962 Enna diede all’on. D’Angelo circa 4700 ed a me 4500 voti.
A parte il fatto che nessun aiuto promesso venne rispettato da D’Angelo, il suo paese di Calascibetta gli diede circa 3200 voti, mentre a me ne vennero “riservati” solo 121,
D’Angelo venne rieletto con oltre venticinquemila voti, Sammarco con circa undicimila ed io, primo dei non eletti, circa diecimila.
Un comportamento più corretto avrebbe fatto fuori elettoralmente Sammarco che, invece, fece fuori D’Angelo ex Presidente della Regione nel 1967.
Il comportamento di D’Angelo non venne da me minimamente commentato, tanto che lo stesso mi volle candidato alle successive elezioni del 1967.
Anche in questa occasione il mio comportamento fu estremamente corretto fino alla vigilia del voto, quando miei amici della provincia mi comunicarono che due uomini di D’Angelo, entrambi deceduti (Umberto Barberi e Giorgio La Leta) erano in giro per la provincia usando questa espressione “mollare Alerci perché il Presidente non è messo bene”.
A conferma di quanto stava accadendo avvisai i miei amici di comportarsi di conseguenza ed il risultato fu quello che la D.C. elesse un solo Deputato, l’on.Giuseppe Sammarco, e il Presidente D’Angelo non venne rieletto.
Lo confermano i risultati finali delle preferenze dell’intera provincia nel 1967.
Da tener conto che sia alla DC che all’on. D’Angelo mancarono circa diecimila voti rispetto alla precedente consultazione, mentre le preferenze unite D’Angelo/Alerci si ridussero in modo molto evidente rispetto a quelle del 1962, mentre quelle mie aumentarono di circa quattromila voti.
Questo mio comportamento ebbe serie conseguenze: farmi pagare l’errore da me commesso di avere bloccato in molti comuni della provincia il voto congiunto.
Infatti in occasione dell’allora prossime elezioni regional dl 1972, alle quali l’on.D’Angelo aveva deciso di non ripresentarsi, una mia nuova candidatura era considertata molto favorevole sia per il partito che per la città, che considerava eccellente sia per il lavoro da me fatto nella qualità di Presidente dell’Ospedale di Enna, che per le preferenze ottenute nel 1967.
Falsi amici comiciarono a studiare come evitare una mia candidatura, che avrebbe potuto precludere per diverso tempo la candidatura e l’elezione di altri pretendenti.
Iniziò in quel periodo quello che il Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura nei giorni scorsi, alla presenza el Capo dello Stato ha confermato: “Uno degli errori che spesso sono stati commessi dalla magistratura riguardano certi comportamenti e valutazioni, che hanno avuto più un valore d’intromissione politica che una seria valutazione giudiziaria”.
Notizie diffuse a orologeria dalla stampa alla vigilia delle elezioni regionali del 1972.
Questi i fatti che determinarono la mia auto esclusione della candidatura alle elezioni regionali del 1972 perché riniviato a giudizio “ per la distrazione della somma di lire duecentocinquantamila”.
Il nostro ospedale, allora uno dei più qualificati della Sicilia, aveva deciso di modernizzare la gestione dei servizi iniziando con quelli ammiistrativi, in collaborazione con l’IBM.
Questa società aveva la necessità di dovere utilizzare quattro unità, due programmatori e due operatori, che avrebbero dovuto frequentare un corso dì formazione della durata di un mese a Roma, ma solo tre superarono la prova.
Esaminati tutti i dipendenti del settore amministrativo, decisi di far sottoporre alla prova anche un paio di nominativi che erano stati considerati “ idonei” in un regolare concorso per esami per l’assunzione di un ragioniere, svoltosi qualche mese prima.
Nella delibera che venne.con un tempismo particolare sequestrata, erano stati indicati i nominativi ai quale doveva essere corrisposto un acconto di duecentocinquantamila .
ciascuno, per le spese da sostenere per la loro frequenza a Roma del corso d formazione.
Somma ancora non utikizzata ma già messa a disposizione dei soggetti.
Chiesi ed ottenni dal magistrato di essere sentito, al quale prospettai la reale situazione, anche per l’impegno assunto con l’IBM.
Il magistrato mi rispose lei è il Presidente e deve continuare a svolgerne le sue funzioni.
Non appena gli ”informatori” gli comunicarlono che i quattro nominativi erano partiti per Roma, con la stessa immediatezza di prima, mi notificarono che “a conoscenza di un prevvedimento in corso non ne avevo tenuto conto e sequestarono la delibera
sospendendomi dalla funzione, portando un enorme quantitativo di atti estranei, un centinaio di chili, perché qualche cosa certamente la troveremo.
Purtroppo per loro nell’ affannosa ricerca trovarono un bel niente, mentre dopo qualche anno la sentenza sancì che “il fatto non costituiva reato”.
Nelle elezioni regionali del 1972, quello che doveva essere il mio posto, venne assegnato al candidato Salvatore Plumari che risultò eletto con 5121voti di preferenza, molto lontani dai 13302 voti da me ottenuti nel 1967, in concorrenza con l’ex Presidente della Regione D’Angelo e con l’assessore alla sanità in carica Sammarco.
Ma non posso non fare una considerazione perché potrebbe, come da me più volte pubblicato, essere smentita dopo sessant’anni dal dott. Corrado Corso, già ragioniere capo dell’Ospedale di Enna.
Nominato Presidente dell’Ospedale nel 1961 alla fine del mio primo mese di nomina
il Direttore dr. Guido Trimarchi mi portò una carpetta contenente i mandati di pagamento dei diversi fornitori, con ultimo un mandato in mio favore di lire centomila.
Alla mia richiesta di chiarimenti rispose: è il compenso deliberato per il Presidente da tutti regolarmente preso.
Sconoscevo questa per me novità, strappai il mandato e dissi al dr Trimarchi quest’incarico per me è onorario.
Ho voluto ricordare questo fatto per fare una considerazione: avere rifiutato per quasi quindici anni a compensi per circa diciotto milioni, ed essere accusato di peculato “per la distrazione” della somma di lire duecentocinquantamila!
Quando la politica era questione di stile ed il comportamento dei nominati di serio servizio.
Colgo l’occasione, tramandare per futura memoria nella mia qualità di ex Presidente dell’Ospedale di Enna, di essere stato prescelto nel 1971 dalla FIARO, la Federazione italiana delle associazioni regionali ospedaliere, per far parte della commissione per la predisposizione del nuovo contratto degli ospedalieri, commissione composta da tre presidenti, quello di Torino, quello di Napoli e quello di Enna.
Inoltre in un convegno organizzato a Catania dall’allora Assessore alla sanità on. Mario Mazzaglia lo stesso, anche per gli ottimi rapporti esistenti, mi chiese di fare io l’introduzione ad un convegno sullo stato degli ospedali siciliani, con “Gli ospedali di ieri, oggi e domani”, alla presenza dei presidenti e dei direttori degli ospedali siciliani.
La FIARO a conoscenza di questa mia relazione, mi delegò a rappresentarla con un mio intervento programmato al convegno organizzato a Roma, dall’Istituto nazionale per l’incremento della produttività, sul tema “Un sistema informativo al servizio della riforma sanitaria”.
Buoni i ricordi e ottima la mia soddisfazione.

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Riccardo

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