La storia e le origini delle carte da gioco siciliane
Le carte da gioco fanno parte della cultura popolare di molte regioni italiane, in particolare quelle meridionali. Sebbene a livello nazionale le più diffuse tra le carte nostrane siano quelle napoletane, storicamente anche i mazzi siciliani hanno vantato e continuano a conoscere un bel seguito. Dalle parti di Catania e Palermo, ancora oggi le carte si rivelano il pretesto ideale per riunire intorno al tavolo amici e parenti, permettendo ai più piccoli di giocare insieme ai propri nonni e di ritrovarsi con delle immancabili attività ricreative soprattutto in occasione delle festività. Le carte siciliane ricordano molto quelle spagnole. I mazzi constano di 40 carte, invece del fante c’è la figura della donna. Come nei mazzi napoletani, il re di denari è conosciuto come “la matta”, mentre i bastoni vengono detti “mazze”.
Le dimensioni di queste carte non sono particolarmente notevoli, di conseguenza anche disegni e rappresentazioni non sono molto dettagliati, se non nelle figure degli assi. Non mancano comunque riferimenti sparsi al simbolismo locale, come testimonia la Trinacria che si può apprezzare nel 3 di denari. L’origine esatta di questi mazzi, in ogni caso, non è del tutto certa. Sono infatti numerose le teorie al riguardo. Molti studiosi ritengono che le carte con questo tipo di semi siano arrivate in Spagna attraverso gli egiziani e dunque in Italia. Prima di allora, raramente ci si poteva imbattere in carte diverse da quelle francesi nel continente europeo.
Con ogni probabilità, il mazzo siciliano è ispirato a quello dei Mamelucchi, anche se quest’ultimo si componeva di 52 carte. Negli antichi mazzi i semi erano rappresentati dai Jawkân (bastoni da polo), dai Darâhim (denari), dalle Suyûf (spade) e dalle Tûmân (coppe). L’influenza araba si è fatta sentire anche in alcune figure, come indica la tinta grigia con la quale vengono rappresentati i cavalli, in riferimento agli asini in groppa ai quali i pellegrini transitavano nella città di Medina. Il cavaliere delle carte siciliane fu ribattezzato “Sceccu”, un termine che tra l’altro deriva dall’arabo “shaykh” e rivolto alle eminenze degne di notevole rispetto.
Nel tempo le carte siciliane si sono distinte anche per il loro simbolismo. Al di là della Trinacria, è possibile scorgere una biga nel 5 di denari o addirittura la figura di Garibaldi in alcune delle versioni più datate di questi mazzi. La donna di coppe è una garibaldina, un fante elegante nonostante il vestiario da guerrigliero. Ritrovarsi con uno di questi mazzi significa possedere una grande fortuna dal punto di vista prettamente culturale. Il folklore ha un valore importante soprattutto nel Sud Italia e la Sicilia ha contribuito non poco a creare una vera e propria tradizione nell’ambito dell’intrattenimento.
Oggi maneggiare le carte siciliane è diventato molto più raro, complice l’avvento delle piattaforme di gioco digitali, le sale da gioco virtuali. Non si tratta solo di varietà di slot machine, ma anche di riproposizioni virtuali dei più classici giochi di carte, che utilizzano però prevalentemente i mazzi francesi. Per respirare la storia e il vissuto di alcune attrazioni come possono essere le stesse carte siciliane, è sempre bene giocare dal vivo. Sebbene il boom del web si sia verificato ormai una ventina di anni fa, per fortuna sono ancora in tanti ad essere legati alle tradizioni.


