Ci sono momenti in cui il silenzio non basta. Non sono solito condividere vicende personali sui social, ma oggi sento il dovere morale di fare un’eccezione per rendere merito a una realtà che rappresenta il volto migliore delle nostre istituzioni, troppo spesso ingiustamente oscurato da pregiudizi.
Spesso si discute di sanità in termini critici, lasciandoci condizionare da luoghi comuni che ci spingono a credere che l’eccellenza risieda necessariamente lontano da casa, nei grandi nosocomi del Nord o in blasonate strutture metropolitane.
La mia esperienza diretta giunge all’Ospedale Umberto I di Enna che ha ribaltato radicalmente questo pregiudizio.
Si parla spesso di una sanità a volte poco efficiente, spesso ci limitiamo a enfatizzarne le criticità, ma è mia ferma convinzione che il nostro sguardo sia spesso velato da pregiudizi che ci impediscono di vedere ciò che abbiamo sotto gli occhi.
Troppo spesso, per motivi di salute la vita ci pone dinanzi a sfide importanti, la paura ci spinge a cercare il “meglio” altrove, inseguendo inesistenti chimere. Eppure, ho scoperto che tra le mura della nostra splendida terra esistono realtà che non solo non hanno nulla da invidiare ai grandi centri, ma che per dedizione e abilità rappresentano autentici avamposti di scienza e umanità.
A seguito di un intervento chirurgico di una certa complessità a cui sono stato sottoposto solo qualche giorno fa, ho avuto il privilegio di toccare con mano l’indiscutibile valore del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale “Umberto I” di Enna. Qui, la medicina si eleva a vera arte della cura, trasformandosi in una missione vissuta con abnegazione totale.
Un plauso doveroso va al Primario, il Dott. Salvatore Maira, un Direttore di rara lungimiranza che guida in maniera magistrale il reparto con maestria chirurgica e visione illuminata. Al suo fianco opera un’équipe di spessore assoluto, composta dal Dott. Roberto Falciglia, dal Dott. Cosimo Galletti, dalla Dott.ssa Fabiana Gambino, dalla Dott.ssa Federica Giammona Indaco e dalla Dott.ssa Patrizia Zambito, professionisti di caratura eccelsa, dotati di una preparazione tecnica all’avanguardia che si coniuga, in modo mirabile, con un’umanità commovente. In loro ho trovato non solo scienziati capaci di sfidare la complessità con la precisione del bisturi, ma figure illuminate da un’umiltà autentica e da una dedizione quasi vocazionale verso il malato, che trasforma il medico in un vero angelo custode della salute.
A questo si aggiunge la straordinaria dedizione del personale infermieristico, pilastri instancabili che, con garbo e alta competenza, trasformano la degenza in un percorso di rassicurante eccellenza. Essi non sono semplici esecutori, ma il cuore pulsante del reparto: con la loro presenza costante e la loro sensibilità, riescono a lenire la sofferenza, rendendo ogni momento della cura un atto di puro conforto.
Un pensiero speciale va anche ai ragazzi e alle ragazze che frequentano il corso triennale di infermieristica: vederli all’opera, sotto lo sguardo attento ed instancabile dei maestri del reparto, è un conforto per il futuro. La loro curiosità, la loro energia e l’impegno con cui apprendono l’arte di prendersi cura del prossimo, promettono una generazione di professionisti di altissimo livello, che porterà con sé non solo la tecnica, ma l’esempio luminoso dell’eccellenza che ho avuto l’onore di osservare.
Questo reparto non è solo un fiore all’occhiello della medicina, ma un baluardo di civiltà e di buona sanità, che smentisce con i fatti chiunque osi considerare questo nostro territorio una realtà di serie B.
Grazie per avermi restituito, attraverso la vostra opera, la certezza che la cura migliore è quella che nasce da un cuore grande e da una mente brillantemente formata.
Condivido questa esperienza non solo per dire grazie a chi mi ha curato, ma perché credo che le eccellenze vadano raccontate. Spero che queste parole possano arrivare a chi ha avuto paura di affidarsi, ricordando a tutti che la speranza e la professionalità, a volte, sono molto più vicine di quanto immaginiamo.
Filippo Mancuso
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