LA RIELEZIONE DEL PRESIDENTE MATTARELLA
Ho ritardato a pubblicare il mio VIII volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana, perché volevo inserire le mie considerazioni sull’importante evento.
Il risultato è stato di gran lunga migliore di quello che mi ero immaginato.
Non avrei mai pensato che la disinvoltura, con la quale è stata gestita la fase preliminare, avrebbe costretto il Presidente Mattarella a rivedere la sua posizione contraria ad una sua possibile rielezione.
Ma tutti i mali non vengono per nuocere.
L’accettazione dell’On.Sergio Mattarella ha evitato, in primis, il rischio di una elezione di Draghi che avrebbe dovuto abbandonare, prima di aver visto un euro, la gestione del cosiddetto PNRR destinato a salvarci dalle crisi sanitaria, economica e sociale, come dallo stesso Mattarella sottolineato al momento della sua accettazione.
Questo pericolo, da una angolazione diversa, era stato da me considerato con una nota del 16 marzo 2021 (pagine 62/65 del VII volume) e pubblicato su diversi giornali on line.
Un dato negativo è emerso nel corso delle consultazioni: il livello molto basso, anzi bassissimo, dei personaggi che si sono intestati a rappresentare il Parlamento nelle consuete consultazioni.
Si parla di centrodestra e di centrosinistra, senza tenere nel giusto conto che le due posizioni di centro non rappresentano posizioni convergenti ma, anzi, hanno creato serie difficoltà all’interno delle stesse componenti che oggi stanno cercando di leccarsi le numerose ferite.
Sarebbe necessario provvedere subito, ma ritengo che sarà difficile, varare una nuova legge elettorale che possa ovviare a tutte le storture agevolate dal cosiddetto Rosatellum.
Lo ritengo difficile per un semplice motivo: la legge dovrebbe essere approvata da questo Parlamento i cui componenti sanno bene che almeno l’80% di loro, in occasione delle prossime elezioni che potrebbero anche essere anticipate, resterebbe a casa.
Per una maggiore chiarezza nei rapporti tra le diverse componenti, un contributo potrebbe essere dato se i gruppi parlamentari invece di chiamarsi di centrodestra e centrosinistra, continuando a creare difficoltà e confusione, si ricordassero che nella cosiddetta prima Repubblica, con un Parlamento di altissimo livello, le posizioni erano ben chiare: la sinistra, il centro e la destra.
Oggi dobbiamo formulare gli auguri di buon lavoro ai Presidenti Mattarella e Draghi.
angiolo alerci
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