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  • LA MIA PRESIDENZA DELL’OSPEDALE DI ENNA -Capitolo 1 – di Angiolo Alerci
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LA MIA PRESIDENZA DELL’OSPEDALE DI ENNA -Capitolo 1 – di Angiolo Alerci

Riccardo Agosto 25, 2023 6 minuti letti
volpe - Copia

LA MIA PRESIDENZA DELL’OSPEDALE DI ENNA -Capitolo 1

Molte persone mi ricordano per lo sviluppo dato all’Ospedale di Enna, nei due lustri della mia Presidenza (1962/1973).
Da un Ospedale situato in locali non idonei con strutture fatiscenti, con una disponibilità di meno di 150 posti, mediamente utilizzati al 50%, ad uno dei più efficienti della Sicilia con la costruzione di ben tre nuovi padiglioni, che ne aumentarono la capienza da meno di 1500 a più di 600 posti letto e l’inizio dei lavori di un grande fabbricato destinato ai servizi.
Ospedale che veniva apprezzato in tutta la Sicilia sia per la sua organizzazione che per la qualità dei servizi resi.
Una struttura che in oltre dieci anni non conobbe una sola interruzione per scioperi, derivanti da ritardi nel pagamento delle retribuzioni o nel mancato riconoscimento di accordi sindacali, cosa che capitava a tutti gli ospedali siciliani, con frequenza quasi mensile.
Il primo atto della mia Presidenza fu quello di rinunziare all’assegno di L.100.000 mensili (per oltre undici anni), previsto e corrisposto al predecessore e successivamente riconosciuto agli altri amministratori.
In sede di redazione del piano regolatore della città, l’amministrazione Ospedaliera da me presieduta indicò la contrada Ferrante come “zona bianca” per la costruzione del nuovo ospedale, dove venne subito iniziata la costruzione di un padiglione destinato alla Psichiatria.
La struttura costruita venne abbandonata a seguito dell’approvazione della legge Basaglia nel 1978, ed irresponsabilmente demolita all’inizio della costruzione del nuovo Ospedale.
Quella struttura situata in zona periferica, poteva consentire una buona utilizzazione di tipo alberghiero, sia per il personale che per i familiari dei ricoverati, mentre non sarebbe stata di ostacolo alla normale attività del nuovo ospedale.
Il finanziamento, casualmente, venne procurato da me in occasione di una delle mie frequenti visite al Ministero della Sanità.
Un giorno, essendomi sbrigato con anticipo, pensai di andare a trovare il mio amico e concittadino Gigi Greco, allora alla segreteria del Direttore Generale dei servizi psichiatrici, che era stato suo collaboratore a Enna, nella qualità di medico provinciale.

Gigi che in quel momento stava controllando i dati statistici dei soggetti affetti da disturbi psichiatrici in Sicilia, rivoltosi a me disse: “la nostra provincia ha il più alto indice percentuale di soggetti ammalati, perché non suggerisci alla provincia di utilizzare i fondi disponibili per la creazione di un padiglione?”.
Notizia da me riportata all’allora Presidente della provincia Cav. Luigi Amaradio, al quale ero particolarmente legato, consegnandogli lo schema con i dettagli da seguire
Allo stesso tempo non trascurai la gestione delle cosiddette pertinenze dell’0spedale: la Chiesa del Carmine con una straordinaria manutenzione e la collocazione di un impianto di riscaldamento a tappeto, il primo realizzato a Enna, la manutenzione di quel gioiello che era la Chiesa di S. Michele e la manutenzione con la installazione dell’impianto di riscaldamento nei locali dell’ex orfanotrofio, contiguo con la Chiesa di S. Michele, nel periodo in cui venivano ospitate le “orfanelle. Oggi utilizzato dalla Sovrintendenza.
La mia presidenza dell’Ospedale mi portò ad assumere incarichi di una certa importanza a livello regionale, Consigliere e Vicepresidente dell’AROS, Associazione Regionale Ospedali Siciliani, del quale divenni il punto di riferimento per molte trattative sindacali che interessavano gli ospedali siciliani.
A livello nazionale membro di commissione della FIARO (Federazione Italiana Associazioni Regionali Ospedaliere) per la predisposizione del nuovo contratto di lavoro per i dipendenti ospedalieri (anno 1971/72).
Commissione formata da tre membri: Presidente dell’Ospedale di Torino, Presidente dell’Ospedale di Napoli e Presidente dell’Ospedale di Enna.
L’Ospedale civile di Enna fu il primo in Sicilia ad informatizzare alcuni servizi, primo la gestione amministrativa.
L’allora Assessore Regionale alla Sanità, on. Mario Mazzaglia, cogliendo l’occasione di quanto si stava realizzando a Enna, organizzò a Catania nel 1972, nei saloni dell’ENEL, un convegno regionale al quale parteciparono tutti i Presidenti ed i Direttori Amministrativi e Sanitari degli ospedali siciliani, sulla necessità di modernizzazione della gestione ospedaliera.
Io venni incaricato a tenere una relazione sul futuro degli ospedali: la loro modernizzazione.
Da qualche parte, per la pesante situazione finanziaria in cui versavano molti ospedali, il tema appariva troppo avveniristico.
Successivamente anche l’Istituto Nazionale per l’incremento produttivo di Roma organizzò nel marzo 1973, con la partecipazione di tutti gli amministratori degli ospedali italiani, altro convegno con tema “Un servizio informativo al servizio della riforma sanitaria”.

La FIARO, che era a conoscenza della mia relazione fatta a Catania, mi segnalò per un intervento programmato, con il quale riproposi aggiornandola ed integrandola, la relazione da me fatta al convegno di Catania.
Per quanto riguarda la mia attività di Presidente dell’Opedale preferisco riportare quanto scritto dal dott. Armando Mingrino, primario ospedaliero prematuramente scomparso, nella sua storia sull’Ospedale di Enna Umberto I° di Enna – Ospedale pluricentenario (anno 1630 su iniziativa dell’Opera Fatebenefratelli).
Omissis
“Nei due lustri degli anni ‘60 l’Amministrazione presieduta da Angiolo Alerci, dopo avere disposto la manutenzione straordinaria degli antichi storici locali e la costruzione di un piccolo padiglione destinato alla Neurologia, che si trovava ubicata nei vani sotterranei di un vecchio fabbricato, completò il grande padiglione chirurgico ed il nuovo padiglione medico ed istituì nuovi reparti e servizi specialistici.
Ai sensi della legge 132/1968 l’Ospedale fu classificato Ente Ospedaliero Generale Provinciale con la presenza delle divisioni Chirurgia Generale, Medicina Generale (2), Oculistica, Pediatria, Dermatologia, Ostetricia, Ginecologia, Ortopedia, Neuropsichiatria, Otorinolaringoiatria, Urologia ed i servizi di Emodialisi, Anatomia Patologica, Laboratorio Analisi Cliniche, Radiologia, Anestesia e rianimazione, Centro trasfusionale, Direzione Sanitaria e Farmacia esterna.
Con altra nota racconterò la seconda parte della mia presidenza dell’Ospedale di Enna.
Sempre nel periodo in cui ero Presidente dell’Ospedale, su richiesta del Direttore Sanitario, contestai all’INAM di Enna il fatto che i loro medici ispettori spesso volevano interferire sulla durata del ricovero dei loro assistiti.
Problema ufficialmente sollevato a Enna ma che divenne subito un problema nazionale, tanto che il Ministero della Sanità convocò le parti (Rappresentanti di tutti gli enti mutualistici e della FIARO, Federazione delle Associazioni Regionali degli Ospedali) per trattare il problema.
La FIARO, tenuto conto che il problema era stato sollevato da me a Enna, mi delegò a rappresentarla.
Nell’emiciclo del salone da una parte una trentina di persone in rappresentanza di tutti gli Enti mutualistici, dall’altra solo io in rappresentanza della FIARO.
Non avevo pensato che a presiedere questo incontro in rappresentanza del Governo potesse essere il Sottosegretario On. Volpe,al quale ero personalmente legato, il quale entrando nel salone notò da una parte la numerosa presenza dei rappresentanti delle mutue, dall’altra solo io.

Si avvicina e mi chiede: “Tu che fai qua? Io rappresento la FIARO”. Battuta accompagnata dal solito “buffetto” con il quale amorevolmente trattava gli amici.
La riunione confermò che i medici ispettori delle mutue non avevano alcun potere per interferire sulla durata dei ricoveri ospedalieri.

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