LA FESTA DEGLI INFERMIERI
E’ stata festeggiata la giornata dedicata agli infermieri, nel dovuto rispetto del momento.
Molti politici hanno ricordato, con finta commozione, l’impegno ed il sacrificio degli infermieri e del personale sanitario, in oltre un anno e mezzo di pandemia, e di centinaia di morti tra loro.
Sono gli stessi politici che sono rimasti sordi al mio suggerimento di oltre un anno fa, continuamente rinnovato a tutti i livelli istituzionali, al momento troppo impegnati nel dividersi la grande torta offertaci dall’Europa.
Questo era stato il mio suggerimento che ripropongo:
“L’opportunità di riconoscere ai familiari dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari morti per causa di servizio, la pensione di reversibilità, qualunque fosse stata la durata del lavoro delle vittime, come se fosse stato raggiunto il massimo di servizio previsto dalle norme contrattuali.”
Un provvedimento di “quattro soldi” ma di grande valore morale.
Quattro soldi, veramente pochi, per poter essere suddivisi tra i nostri politici, con i governanti in testa.
Questa considerazione è fatta da chi per oltre 25 anni è stato vicino al personale sanitario nella sua doppia qualità di Presidente dell’Ospedale di Enna per circa 12 anni e Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa per circa 13 anni.
angiolo alerci


