Auto storiche nel cuore della città per l’atto finale della manifestazione
NELLA CORNICE DI PIAZZA UNIVERSITÀ LA CONCLUSIONE DEL RAID DELL’ETNA 2026: VINCE LA COPPIA MALAGUTI-URLO
CATANIA – Lo splendore del barocco di Catania ha incorniciato l’ultima giornata del Raid dell’Etna – Trofeo Eberhard & Co., che da anni vede il suo atto conclusivo nella città etnea dopo un viaggio suggestivo ed esclusivo in Sicilia a bordo di auto storiche. Una manifestazione che unisce la passione per i motori alla cultura ed al turismo. Come ogni anno, numerosi equipaggi, provenienti da diverse parti del mondo, portano il fascino di vetture rare (alcune delle quali dei primi decenni del secolo scorso) in giro per l’Isola, alla scoperta di borghi ricchi di bellezze storiche e naturali e delle primizie enogastronomiche del territorio. Un mix vincente che regala ai visitatori un’esperienza irripetibile e che alimenta e destagionalizza la filiera del turismo.
Quest’anno, la consueta partenza da Palermo, il passaggio dal Rettilineo di Buonfornello e la sosta a Santo Stefano di Camastra, paese noto per le sue ceramiche artistiche e terrecotte. Un vero carattere identitario, raccontato nel Museo della Ceramica, architettura della fine del ‘600. Un percorso proseguito fino all’arrivo a Messina, da cui è partita la seconda e inedita tappa, quella in Calabria. Sulla parte più a sud dello Stivale, visita a Reggio Calabria, al Museo Archeologico Nazionale dei Bronzi di Riace, a Scilla e a Chianalea, inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, tra baite in pietra a picco sul mare e monumenti storici.
Tornati a Messina, sosta a Taormina, tra i caratteristici vicoli e il magnetico panorama, e ancora viaggio in direzione Catania. Nel comprensorio etneo si sono svolte le ultime giornate: una con visita a Caltagirone, l’altra con escursione sull’Etna ed a Castiglione di Sicilia. Come di consueto, l’ultimo appuntamento ha calamitato l’attenzione di turisti e residenti con la parata delle auto nella splendida cornice di Piazza Università e lo svolgimento della “Coppa delle Dame Eberhard & Co.”, competizione riservata agli equipaggi femminili del Raid. Sul podio Rosa Arcidiacono e Marina Lo Pinto (Porsche Carrera 993 Cabrio del 1997, Moroni-Castiglioni (Porsche 356 C del 1964) e le spagnole Martin-Gabaldon (Porsche Panamera). Al termine, pranzo e premiazione finale tra gli affreschi e i giardini di Palazzo Manganelli.
Nel corso dell’itinerario turistico si sono svolte le tipiche prove cronometrate di regolarità per auto storiche, che aggiungono al Raid competizione e agonismo, rendendo la manifestazione unica nel suo genere, in un connubio perfetto tra il viaggio di piacere e la voglia di competizione. Diversi i premi in palio, alcuni dei quali non legati esclusivamente ai risultati delle prove di regolarità.
Il più atteso il ’“Trofeo Eberhard & Co.”, con la classifica finale che ha visto la vittoria della coppia Federico Malaguti e Giorgio Urlo, su MG TA Midget del 1938 con 1751 penalità. Con 2747 penalità seguono Giuseppe Giaconia di Migaido e Mario Antonio Maione su Porsche 356 C del 1964. Terza piazza per i bergamaschi Ambrogio Ripamonti e Nicoletta Moroni, anche loro a bordo di una Porsche 356 C del 1964. Citazione di merito per il duo Walter Kofler e Karl Doecker, su Porsche 356 A del 1958, in testa fino alla quarta tappa e costretti al ritiro proprio nel finale di gara per la rottura del differenziale della loro Porsche 356 A.
Assegnato anche il “Trofeo Sparco”, che premia i primi tre equipaggi classificati nel compendio di prove cronometrate del “Circuito dell’Etna”: Federico Malaguti e Giorgio Urlo, Giuseppe Giaconia di Migaido e Mario Antonio Maione nonché gli svizzeri Michael Strasser ed Eveline Erni, su Lasalle 340 Dropheadcoupè del 1930. Altrettanto immancabile il “Porsche Tribute”, per i primi cinque equipaggi della classifica assoluta a bordo di vetture Porsche: Giuseppe Giaconia Di Migaido e Mario Antonio Maione (Porsche 356 C del 1964), Ambrogio Ripamonti e Nicoletta Moroni (Porsche 356 C del 1964), Michele Termini e Rosa Arcidiacono (Porsche Carrera 993 Cabrio del 1997), Luigi Turri e Margherita Sordi (Porsche 996 del 1999) e Cesar Walmor ed Elisabeth Knebel (Porsche 964 del 1990).Confermato anche il “Classic Michelin”, consegnato all’equipaggio primo classificato nella prova cronometrata “Etna”, a quello proveniente da più lontano in assoluto – quest’anno ben due da San Paolo del Brasile – ed a quello proveniente da più lontano in Italia.
Altri due instancabili “compagni di viaggio” del Raid dell’Etna il “Condorelli Fidelity” e il “Trofeo San Salvatore”. Il primo, destinato agli equipaggi con maggior numero di presenze nella storia del Raid, il secondo dando merito alle vetture più antiche in gara. E ancora il “Premio Cantine Mandrarossa”, consegnato ai club e scuderie con il maggior numero di equipaggi partecipanti a questa edizione del Raid dell’Etna. Novità di quest’anno il “Trofeo Banca Patrimoni Sella & C.”, assegnato ai primi tre equipaggi classificati nel compendio di prove cronometrate svoltesi a Caltagirone. Infine, anche il “Gentlemen Driver B.B.R. Exclusive Car Models”, finalizzato a dare merito agli equipaggi che hanno dato prova di sportività e alla cura della propria auto.
Il Raid dell’Etna – patrocinato anche dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana – ha confermato quanto costruito nel tempo, richiamando la curiosità dei nuovi e confermando un fascino indiscutibile per i fedelissimi. Un lavoro che richiede pianificazione e impegno per quasi un anno, come confermano i due principali promotori dell’iniziativa, Stefano Consoli e Giovanni Spina, coadiuvati da una articolata squadra di ben venticinque elementi che riesce ogni anno ad assicurare un alto livello organizzativo e tanto ritorno di immagine per l’automobilismo storico siciliano.

