E alla fine… abbiamo fatto la Storia! 🌾❤️
Ieri sera a Piazza Sant’Anna abbiamo riaperto uno scrigno rimasto chiuso per più di ottant’anni, restituendo ad Aidone un pezzo immenso della sua anima. Abbiamo voluto riprenderci ciò che ci appartiene e far rivivere una festa che rischiava di essere cancellata per sempre dalla memoria.
Dopo il diluvio del pomeriggio tutto sembrava compromesso. Invece, in un tempo record, ci si è rimboccati le maniche tutti insieme per rimettere in piedi ogni cosa, trasformando l’ansia nell’abbraccio più caldo che il nostro paese potesse desiderare.
Vedere bambini, giovani e anziani emozionarsi insieme, cantare e lasciarsi travolgere dalla gioia dei giochi di una volta, dei palloncini, dei canti al tramonto e della luminaria, ci ha consegnato una certezza: il passaggio del testimone è avvenuto. La tradizione orale è salva. Il nostro patrimonio storico e il dialetto gallo-italico continueranno a camminare nel cuore di tutti.
📜 La ricostruzione storica e i quartieri
Dietro la meraviglia di ieri c’è un immenso lavoro di ricerca. Grazie alle nostre “Custodi della Memoria”, abbiamo scoperto che questa tradizione assumeva sfumature diverse da un quartiere all’altro. Se i riti della cruna, delle tre fave sotto il cuscino, del nastro azzurro e della cera fusa univano l’intero abitato, ogni quartiere custodiva le sue varianti: il nastro rosso, la pece o lo zolfo liquido (legato alla vicina miniera di Borgo Baccarato). Anche la “Cruna” ha seguito il rito: alcune signore, già a fine maggio, hanno custodito al buio i semi di frumento nel cotone bagnato per farli germogliare.
🍲 Le fave bollite e la solidarietà
Abbiamo ridato vita alla memoria anche attraverso i sapori della condivisione: la tradizione delle fave bollite. Un tempo, chi le aveva le bolliva e, mettendole ‘na p’gnatta o ‘na scutera, le offriva a tutto il vicinato. Ieri abbiamo riproposto questo rito di solidarietà grazie a Marianna Camiolo e a Maria Parisi (vera anima dei Custodi della Memoria), che le hanno preparate per tutta la piazza.
🎀 Il miracolo della Cumaranza
Il momento più emozionante è stato quando i bambini, in due grandi girotondi davanti alla “Cruna” con i nastri azzurri e rossi tra le mani, hanno cantato in coro la canzone della Cumaranza nel nostro dialetto. La magia è stata contagiosa: donne di tutte le età e giovani mamme hanno chiesto i nastri rossi e blu e, scegliendo l’amica più cara, hanno giurato amicizia eterna. Le nostre anziane ci hanno ricordato che quei nastri venivano custoditi dietro un’immagine sacra e, se una comare era in fin di vita, l’altra correva al suo capezzale con il nastro per l’ultimo saluto.
Al calare del sole, questo legame è esploso attorno al fuoco delle luminarie, cantando tutti insieme “Alla Fiera dell’Est”. Un momento di una purezza rara.
❤️ I nostri ringraziamenti
Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza una catena di anime e di braccia. Il nostro grazie va:
1. Al Sindaco e all’intera Amministrazione Comunale, presente e vicina a questa rinascita.
2. Al Vicariato di Aidone, per il prezioso sostegno.
3. Al Direttivo, a tutti i soci e ai tantissimi volontari non soci che hanno allestito la piazza e la scalinata della Chiesa a tempo di record dopo la pioggia. Sarebbero troppi i nomi da menzionare e, nel rischio di scordare qualcuno, preferiamo stringervi tutti in un unico abbraccio. Siete stati straordinari.
4. Ai Custodi della Memoria, per averci donato con passione i frammenti della loro vita.
5. Agli incredibili e straordinari animatori dell’Oratorio e a tutti i bambini del Grest “BELLA FRA”, vera e vibrante anima della serata.
6. Al Centro Anziani, nella persona della responsabile Giovanna Di Bartolo, custodi instancabili delle radici.
7. All’Associazione DUNI, guidata dalla Presidente Ornella Giustra, con tutto lo straordinario gruppo che ha portato in piazza un’energia unica.
“Un popolo senza tradizioni è come un albero senza radici: destinato a morire.”
Ieri sera, Aidone ha dimostrato che le sue radici sono profonde, forti e vive. Grazie di cuore a tutti
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