Ludopatia, la dipendenza che affligge oltre un milione di persone
da
Lorenzo Cipolla –
Da qualche anno si assiste con sempre maggior frequenza alla solita, triste, scena quando si entra in una tabaccheria o si passa al bar per un caffรจ. Lโorecchio dellโavventore รจ raggiunto dal suono, squillante, che richiama lo sguardo sulla figura seduta davanti alla slot machine in attesa della combinazione giusta che la faccia sentire una fortunata vincitrice e la renda piรน ricca di quando รจ entrata. In realtร i sogni di gloria nascondono speranze piรน piccole. Se indovina la puntata puรฒ almeno rientrare dei soldi spesi allโapparecchio o, peggio, utilizzarli per giocare di nuovo, confidando che qualche buona stella la faccia vincere ancora.
In cura uno su dieci
Il giocatore sceglie quasi sempre la seconda opzione, in unโincessante rincorsa a una vittoria piรน agognata che possibile. I motivi che spingono una persona a tentare la fortuna col gioco dโazzardo sono i piรน diversi, come un periodo di difficoltร economica, il bisogno di gratificazione personale o la necessitร di trovare una valvola di sfogo e di evasione dalla realtร . Una delle conseguenze puรฒ essere di sviluppare un disturbo patologico: la ludopatia. โEโ la dipendenza dal gioco dโazzardoโ, spiega Alessandro De Carlo, psicologo e docente universitario a Padova, alla Lumsa di Roma e allโateneo telematico Giustino Fortunato, โche puรฒ partire sia da elementi sani, come qualche piccola vincita, o sommarsi a situazioni di stress quando non altri disturbiโ.
Il termine dipendenza si usa non a caso, come illustra il professore: โEโ un comportamento compulsivo che conduce a un malessere, una situazione di craving come quella di un tossicodipendente che si ritrova senza sostanzaโ. Quarantโanni fa, nel 1980, lโAmerican Psychiatric Association (Apa) riconosceva la ludopatia come disturbo psichiatrico. Nel 1994 la malattia veniva inserita nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali e nel 2013 lโInternational Classification Disease dellโOrganizzazione mondiale della Sanitร , lโOms, lโha ascritta a disturbo del controllo degli impulsi allโinterno della categoria disturbi delle abitudini e degli impulsi.
Il gioco dโazzardo patologico (Gap) รจ a tutti gli effetti una dipendenza sine substantia, non dovuta quindi a molecole chimiche esogene โ anche se spesso si accompagna al consumo di alcol e tabacco โ che in Italia interessa oltre 1,3 milioni di persone di cui solo il dieci per cento, circa 12mila individui, รจ in cura. Il Gap รจ insieme un problema di salute e un fenomeno ad alto rischio sociale che ha riflessi sulla vita relazionale e lavorativa delle persone che ne soffrono. Il disturbo ha storicamente riguardato in prevalenza gli uomini, sia giovani che meno giovani, senza differenza di classe sociale, anche se negli ultimi anni si sta osservando una crescente diffusione nella popolazione femminile anche per la grande e capillare distribuzione che il gioco dโazzardo ha raggiunto grazie alle politiche di liberalizzazione.
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Il gioco e le tasse
Secondo lโUfficio parlamentare di bilancio, il settore dei giochi comprende 6.600 imprese e circa 100mila occupati, tra il 2000 e il 2016 ha quintuplicato la cosiddetta raccolta, la somma totale delle puntate dei giocatori, toccando โ in seguito superando โ quota cento miliardi di euro, con una percentuale tra il 70 e lโ80% di redistribuzione tra le vincite. Il guadagno per i fornitori dei servizi รจ stato di circa nove miliardi di euro nel 2018. Crescita a beneficio del fisco italiano, visto che sempre secondo stime dellโUpb il gettito del Belpaese รจ il doppio di quello di Francia e Regno Unito e oltre tre volte superiore di quelli tedesco e spagnolo.
Lโultima legge di bilancio e il conseguente decreto fiscale varati dallโesecutivo Pd-Cinquestelle hanno alzato le aliquote sugli apparecchi cosiddetti amusement with prize (Awp) al 23,85% per il 2020 e al 24% nel 2021, mentre per le videolottery (Vlt), che a differenza delle slot machine sono prive di scheda per il gioco e connesse ad un sistema centrale, si stabilisce di portare lโaliquota allโ8,5% per il 2020 e allโ8,6% per lโanno seguente. Sono previsti inoltre, al comma 732, la riduzione del payout, ovvero percentuale della vincita destinata ai giocatori e decisa per legge, che non puรฒ scendere sotto il 65% per le awp e lโ83% per le videolottery entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della misura, in aggiunta il comma 733 prescrive dal 15 gennaio 2020 il prelievo del 20% sulle vincite al di sopra del 200 euro e dal primo marzo su quelle eccedenti i 500 euro.
Il boom dellโazzardo online
Nel 2019, riporta il Libro blu 2020 dellโAgenzie delle dogane e dei monopoli, i dati del gioco dโazzardo legale mettono in evidenza un incremento del volume di denaro giocato, che sfonda il tetto dei 110 miliardi con una crescita del 3,5% sul 2018 e una raccolta pro capite di 2.180 euro. Il trend del gioco sale, anche se si registra un calo delle puntate nella rete fisica che segna un meno 1,7% sul 2018, trainato dal gambling in Rete, alla portata di tutti grazie anche alle molte applicazioni per il gioco scaricabili sul proprio smartphone, soprattutto giochi di carte e scommesse a quota fissa, il 64% del totale sullโonline. La raccolta dellโazzardo virtuale si assesta sui 36,4 miliardi di euro che corrisponde a un aumento del 16% sullโanno precedente, con una crescita esponenziale del 70% in quattro anni, e ne certifica lโincidenza sempre maggiore sulle giocate complessive, che sale fino a un terzo (33%) del totale quando nel 2016 era al 22%.
Segno che la pur buona volontร di frenare il dilagante uso del gioco sul territorio non รจ lโunica soluzione per il contrasto, anche se intanto gli apparecchi da intrattenimento sono diminuiti dai 579.228 del 2015 agli 418.491 del 2019, nonostante le videolottery siano cresciute del 10,5% in un lustro. Questo in virtรน dellโapplicazione del comma 943 dellโarticolo 1 della legge di bilancio del dicembre 2015, che ha imposto la riduzione degli 30% degli apparecchi attivi. E comunque le โmacchinetteโ si confermano le piรน utilizzate, con una raccolta di 47,6 miliardi di euro (63% delle giocate totali sulla rete fisica) e la somma di slot machine, videolottery, gratta e vinci e Lotto copre allโ86% delle giocate fisiche totali, cioรจ circa 64 miliardi.
Un dramma sociale
Ma se il gioco dโazzardo รจ un ingente ingresso per la casse dello Stato, il rovescio della medaglia รจ lโallarmante ampiezza della diffusione della ludopatia e degli effetti che ne scaturiscono. Problemi di salute collegati alla patologia, come depressione, attacchi di panico e disturbi associati allo stress, quali lโulcera e lโipertensione arteriosa. Crisi tra le mura domestiche, perdita del posto di lavoro per lโossessione del gioco, precarietร finanziaria. Nello scenario peggiore, cadere nella microcriminalitร o rivolgersi alla malavita per procurarsi del denaro. Tutto questo ha un impatto in termini di costi per la comunitร .
Secondo lo studio โGioco dโazzardo patologico e usura. Studio preliminare sullโincidenza nelle regioni Lazio e Campaniaโ a cura della psicologa e psicoterapeuta Nicole Miriam Scala, con dati che si riferiscono al biennio 2014-2016, la Regione Lazio avrebbe calcolato in 85 milioni di euro annui i costi sanitari diretti per il trattamento delle ludopatie e cinque miliardi di costi indiretti per il welfare pubblico. Il documento rivela inoltre che โil dato assoluto di imprenditori (compresi commercianti e liberi professionisti) vittime di usura, sul dato statistico nazionale dei giocatori dโazzardo, รจ del 0,25% su due milioni di giocatori potenzialmente a rischio, pari a 5mila commercianti a rischio in Italiaโ. La criminalitร organizzata, secondo quanto riportano in โIl gioco dโazzardo in Italia. Contributi per un approccio interdisciplinareโ (2016) Giovanni Manguerra e Giuseppina Maria Chiara Talamo, col gioco dโazzardo illegale realizza un giro dโaffari di circa 10 miliardi di euro.
Le dimensioni della diffusione della ludopatia in Italia e dei casi in cura presso i servizi pubblici per le dipendenze patologiche (Ser.D) del Sistema sanitario nazionale preoccupano gli esperti. โSono grandi numeri, alcune migliaia di casi su un milione di persone circaโ, commenta De Carlo. Sono utili illustrare la situazione del nostro Paese i dati statistici di una ricerca epidemiologica sul fenomeno realizzata da Agenzia delle dogane e dei monopoli e Istituto superiore di sanitร , con riferimento al periodo 2016-2019, focalizzati principalmente sulle fasce dโetร 14-17 anni e adulti over65. Dal documento emergono numeri allarmanti. Un uomo su due e una donna su tre ha dichiarato di aver giocato dโazzardo almeno una volta entro i 12 mesi precedenti lโintervista. Si tratta del 36,5% degli italiani, vale a dire 18,4 milioni di persone.
Tra questi si conferma quindi la penetrazione del Gap nel genere femminile, anche se non รจ stato ancora colmato il divario in quanto le donne sembrano sviluppare il disturbo in etร piรน avanzata e in seguito alla depressione. Un quarto circa del totale ha affermato di essere giocatore sociale, cioรจ senza effetti collaterali sulla sua vita privata, mentre la percentuale di giocatori problematici โ chi ha sviluppato la dipendenza โ รจ al tre e interessa circa un milione e mezzo di persone, di cui piรน di un terzo ha tra i 50 e i 64 anni. Nella popolazione minorenne in etร da scuola superiore dichiara di aver giocato entro lโanno il 29,2% degli interpellati e si segnala che giocano piรน ragazzi che le ragazze. Il fenomeno riguarda maggiormente gli studenti del Meridione e delle isole, in particolare รจ piรน diffuso tra chi frequenta gli istituti tecnici e gli istituti professionali. Anche tra i giovanissimi la percentuale dei problematici รจ del 3%, ma la media sale di quasi un punto e mezzo nel Sud Italia (4,4%). In merito ai piรน giovani, nel rapporto โConsumi dโazzardo 2017โ del Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dellโIstituto di fisiologia clinica del Centro nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) si osserva un calo degli studenti giocatori da 1,4 milioni a un milione. Una variazione da poter attribuire, secondo la coordinatrice e ricercatrice dellโIfc-Cnr Sabrina Molinaro, allโattivazione del numero verde per lโazzardo patologico e dallโaumento della quota di istituti scolastici che ha attivato interventi per la prevenzione al gioco, โdal 4% del 2009 al 27% del 2016โ. Nonostante si vedano i risultati positivi, la sola sensibilizzazione non รจ sufficiente perchรฉ quasi lโ11% degli studenti italiani ignora che giocare dโazzardo sotto i 18 anni รจ illegale.
Il ritardo delle istituzioni
Ma la lettura del dato che dร il professor De Carlo riporta lโattenzione sulle criticitร ancora ben presenti. โIl trend รจ comunque in crescitaโ, spiega lo psicologo โsempre meno verticale per fortuna, ma difficilmente andrร a calare se non si agisceโ, e aggiunge infine โi genitori non hanno gli strumenti culturali per controllare i giovani nella loro vita online nรฉ hanno il tempo per farloโ. Compito di contrastare il gioco dโazzardo e la ludopatia spetta quindi allo Stato. Dopo il processo di liberalizzazione avviato circa un ventennio fa per poter sfruttare il gioco come leva fiscale, dal 2015 lโesecutivo guidato da Partito democratico ha iniziato a occuparsi del versante socio-sanitario della vicenda. In quellโanno infatti il governo in manovra di bilancio ha introdotto lo stanziamento di 50 milioni di euro annui per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza dal gioco dโazzardo. In quello stesso anno viene costituito, di concerto tra il Ministero della Salute e il dicastero dellโEconomia e delle finanze, lโOsservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco dโazzardo e il fenomeno della dipendenza grave, i cui compiti sono la valutazione delle misure di contrasto alla diffusione dellโazzardo e la definizione di linee di azione per le prestazioni di prevenzione.
Nel 2017 con lโaggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza si introduce il trattamento per la ludopatia. Durante il primo governo Conte si vara il cosiddetto โDecreto dignitร โ che ha lโobiettivo di vietare la pubblicitร di giochi e scommesse โ ma lโAgcom, a cui era stato assegnato il ruolo di comminare le sanzioni, ne ha sottolineato le criticitร e le contraddizioni che rendono la norma difficilmente applicabile โ e nei giorni convulsi della crisi di governo intrapresa dal leader della Lega Matteo Salvini viene ricostituito lโOsservatorio con un ampliamento delle competenze: aggiornare le linee guida su base di evidenze scientifiche; svolgere le funzioni assegnate dalla legge; esprimere un parere sui piani di attivitร presentati da Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
Simona Neri, sindaco del piccolo comune toscano di Laterina Pergine, nellโaretino, dal dicembre 2019 รจ rappresentante dellโAssociazione nazionale dei comuni italiani presso lโOsservatorio e ha unโampia conoscenza del problema e delle possibili soluzioni, quelle che sono state preso solo in parte e quelle non ancora attuate. โPer anni il problema della malattia รจ stato solo di tipo etico-morale, ora รจ anche sanitario. Eโ importante sensibilizzare sulla ludopatia per intercettare chi non si rivolge al Ser.Dโ, afferma il primo cittadino. Sul fronte delle istituzioni, Neri spiega quali strade si รจ scelto di seguire e quali sono le carenze: โOra cโรจ un protocollo sanitario che i servizi possono attivare per il recupero, il reinserimento sociale e il tutoraggio economico di chi ha perso tuttoโ a causa del disturbo. In virtรน dei suoi ruoli, Neri puรฒ monitorare il tipo di risposta che dร il territorio locale e quello nazionale: โLโOsservatorio deve valutare tutti i piani di contrasto, ho avuto modo di capire che non tutte le regioni hanno la stessa reazione. Lombardia e Toscana hanno preso piรน di petto il problema, cโรจ chi รจ piรน avanzato nelle proposte e ha attivato una rete mentre altre regioni mettono in atti misure meno efficaci e meno omogeneeโ.
Per attuarle perรฒ servono norme chiare e uguali per tutti, non รจ sufficiente vietare le pubblicitร o imporre โ lasciando lโincombenza alle leggi regionali โ una distanza minima da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e parchi pubblici, il cosiddetto distanziometro. โVogliamo che venga ripreso e ridiscusso lโaccordo preso in Conferenza unificata Stato-Enti locali del 2017, che permetteva di immettere sul mercato macchine awp controllabili da remoto e una misura importantissima per regolarizzare le fasce orarie di apertura a livello locale, oltre che dare peso agli indici di presenza mafiosa nei comuni. Noi amministratori siamo sempre bocciati dal Tarโ. Serve poi โuna legge nazionale che regolamenti il settore e la distribuzione dei punti gioco. Le leggi regionali son tante ma non si puรฒ andare avanti cosรฌ, alcune licenze le dร il comune e altre la questura โ che non fa riferimento ai distanziometriโ.
Educazione, leggi e investimenti
Il contrasto al gioco dโazzardo e alla ludopatia deve passare per tre filoni dโazione, secondo De Carlo. โCulturale, legislativo e sanitarioโ, illustra lo psicologo. โIl primo per diffondere una cultura della salute psicofisica, il secondo per introdurre norme restrittive piรน severe e infine investire sui serviziโ. Il conto dei costi รจ preso fatto: โUn grosso stimolo economico per i servizi di salute mentale costerebbe mezzo miliardo per le tradizionali sedute in presenza, se si investisse poi sullโintervento psicologico online la cifra potrebbe persino essere dimezzata. Per fare una proporzione, il budget alla sanitร della Regione Veneto รจ di nove miliardiโ.
Visto il livello di allarme espresso dagli addetti ai lavori, viene da chiedersi come i giocatori a rischio e quelli problematici hanno reagito ai due mesi di lockdown nazionale, allโansia e alla paura della malattia e alla preoccupazione di fronte a, poniamo, il rischio di perdere il posto di lavoro. Eโ presto per avere risposte sicure, sostiene De Carlo: โSono state fatte delle surveys che hanno visto picchi di stress notevoli e si puรฒ facilmente stimare un aumento delle giocate da parte di chi giร faceva uso su Internet, perchรฉ i comportamenti compulsivi sono risposte disfunzionali allo stressโ. Ma forse si puรฒ chiudere con una nota di speranza. โIl lockdown รจ stato una specie di terapia dโurto per chi ha trovato le imposizioni e non si รจ avventurato in un nuovo stile di gioco con siti falsi e server stranieriโ, racconta Neri โabbiamo fatto questionario per capire se ci sono state variazioni rispetto al gioco durante i due mesi trascorsi chiusi in casa: hanno risposto lโ80% di giocatori problematici e patologici e solo lโ11% ha dichiarato di aver spostato le proprie abitudini di gioco dallโon site (sul luogo) allโonlineโ.


