40esima edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente
che da metà giugno ad inizio agosto navigherà lungo la Penisola in difesa di mare e coste
Goletta Verde basa i suoi monitoraggi sul rigore scientifico: le accuse dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana sono totalmente prive di fondamento
Legambiente: “Da 40 anni il monitoraggio di Goletta Verde è svolto con rigore e serietà. Perché l’associazione dei balneari non chiede conto alle istituzioni degli scarichi non depurati, dei depuratori che non funzionano, dei ritardi cronici nel ciclo integrato delle acque?”.
L’Associazione Turistica Balneare Siciliana ci ha accusato, mezzo stampa, di diffondere dati generalizzati e basati su campionamenti effettuati in maniera non trasparente e ci chiede maggiore rigore scientifico e un uso più responsabile del linguaggio.
Da oltre quarant’anni Goletta Verde è una delle più importanti campagne di monitoraggio ambientale partecipato a livello internazionale. I controlli vengono eseguiti secondo protocolli scientifici consolidati, attraverso l’analisi dei parametri microbiologici previsti dalla normativa vigente. Le verifiche si concentrano soprattutto nei punti più vulnerabili del territorio, come foci dei fiumi, canali e scarichi che riversano le proprie acque direttamente in mare, aree dove storicamente si registrano le maggiori criticità.
Legambiente ribadisce, in ogni sua comunicazione, che i risultati di Goletta Verde non hanno lo scopo di certificare la balneabilità delle acque né di esprimere un giudizio complessivo sulla qualità del mare o delle località turistiche. La campagna non sostituisce i controlli ufficiali previsti dalla normativa europea, ma rappresenta uno strumento di monitoraggio indipendente. Il suo obiettivo è segnalare le situazioni più problematiche, individuando i punti in cui gli inquinanti raggiungono il mare, spesso da molti anni, per sollecitare interventi efficaci da parte delle istituzioni competenti. E lavoriamo, ogni giorno, in tutto il Paese, per fare in modo che tutti i fiumi italiani diventino puliti come la Senna a Parigi, diventata dal 2024 balneabile grazie a importantissimi interventi sulla depurazione delle acque reflue fatti in occasione delle Olimpiadi.
Ancora una volta, invece di affrontare il problema della depurazione, si sceglie di attaccare chi lo documenta. È un copione che si ripete da quasi quarant’anni: mettere in discussione il lavoro di Goletta Verde è più semplice che chiedere conto alle istituzioni degli scarichi non depurati, dei depuratori che non funzionano e dei ritardi cronici nel ciclo integrato delle acque.
Le accuse di “allarmismo” sono un tentativo di spostare l’attenzione dal vero nodo della questione. Goletta Verde non ha mai sostenuto che l’intero mare della Sicilia sia inquinato, né ha mai sostituito i controlli istituzionali. Lo ripetiamo ogni anno: i nostri campionamenti riguardano punti specifici e notoriamente critici, come foci di fiumi, canali e scarichi, dove gli inquinanti arrivano in mare. Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili per legge, ma questo non vuol dire che lo debbano essere per sempre, come è avvenuto appunto con la rinascita del fiume parigino grazie alla soluzione che chiediamo da 40 anni, e cioè rilevanti interventi sulla depurazione assente o inefficiente.
Inoltre, in quasi la metà dei punti che abbiamo monitorato non abbiamo trovato i cartelli che indicano il divieto di balneazione, e per quanto riguarda quelli che informano sulla qualità delle acque sono quasi totalmente assenti. Non sono queste informazioni che i cittadini e le cittadine hanno diritto di sapere? Perché non si chiede conto di queste mancanze ai Comuni costieri e si continua ad accusare senza ragione chi cerca di dare la giusta informazione alla cittadinanza?
Se quei punti risultano ancora contaminati, il problema non è chi li monitora, ma chi da anni non interviene per eliminarne le cause. Ha contezza l’Associazione Turistica Balneare Siciliana dello stato di salute della depurazione sull’Isola? Sa che la metà delle multe che l’Italia paga all’Europa per il mancato rispetto della direttiva sulla qualità delle acque – si tratta di decine di milioni di euro all’anno – è dovuta alla mancata depurazione di numerosi Comuni siciliani, compresi alcuni capoluoghi? L’acqua di colore marrone e dall’odore nauseabondo in alcuni punti critici siciliani la rileviamo solo noi, insieme alle cittadine e ai cittadini che ce li segnalano continuamente?
Sorprende che si invochi il “rigore scientifico” proprio nei confronti di una campagna che utilizza metodi consolidati, parametri previsti dalla normativa europea e laboratori qualificati. Piuttosto, sarebbe utile pretendere lo stesso rigore e la stessa trasparenza da chi ha la responsabilità di garantire depurazione efficiente, controlli costanti e investimenti nelle infrastrutture.
Il mare ci indica ogni giorno la luna, e noi non abbiamo mai guardato il dito. Difendere il turismo non significa nascondere le criticità o mettere la testa sottoterra come fanno gli struzzi. Al contrario, il turismo si tutela risolvendo i problemi di depurazione, noti a tutti, non delegittimando chi li porta all’attenzione dell’opinione pubblica. I danni all’immagine di un territorio non li provocano i monitoraggi indipendenti, ma gli scarichi illegali in mare e le opere che continuano a mancare.
Goletta Verde continuerà a fare ciò che fa da quarant’anni: documentare i fatti, rendere pubblici i dati e chiedere alle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità. Perché il mare non si difende con i comunicati, ma con i controlli, la trasparenza e depuratori che mancano, che l’Associazione Turistica Balneare Siciliana dovrebbe pretendere dalle istituzioni molto più di noi.


