Industria: Fiom Cgil chiede confronto a governo regionale sul futuro dell’industria e sulle azioni necessarie per evitare che la transizione energetica determini desertificazione produttiva e disoccupazione di massa
Palermo, 21 marzo- La Fiom Cgil Sicilia insieme alle segreterie Fiom di Siracusa, Messina, Ragusa e Caltanissetta, ha chiesto un incontro agli assessori regionali alle attività produttive e all’Energia sul futuro dell’industria in Sicilia. “Occorre definire in tempi rapidi – scrivono Francesco Foti, Antonio Recano, Daniele David, Gabriele Celeghin e Orazio Gauci- una programmazione degli investimenti e dei percorsi di riconversione produttiva, valorizzando quei punti di forza, a partire dalla collocazione della Sicilia al centro del Mediterraneo- che hanno già rappresentato un valore aggiunto nella logistica dell’approvvigionamento del greggio”. Gli esponenti della Fiom sottolineano che “occorre far sì che le inevitabili trasformazioni produttive rese urgenti dal cambiamento climatico, che coinvolgeranno direttamente il settore energetico e la raffinazione, non abbiano ricadute drammatiche sotto i profili economico e sociale. La transizione energetica, insomma- aggiungono- non deve assumere il volto della desertificazione produttiva e della disoccupazione di massa”. I rappresentanti dei metalmeccanici rilevano le preoccupazioni espresse anche dalla Commissione europea sulle possibili drammatiche ripercussioni della transizione sul mercato del lavoro. E sottolineano che “rispetto alle raffinerie situate nel Nord e Centro Europa, in Sicilia la diversificazione della materia prima è stata garantita a costi di trasporto relativamente contenuti grazie alle numerose rotte che transitano, appunto, nel Mare Nostrum (con provenienza da Medio Oriente, Nord Africa, Mar Nero). In un quadro così ricco di contraddizioni, un confronto autentico tra i soggetti interessati- ribadiscono- è assolutamente necessario”.


