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Il sogno del Volleista di Catenanuova Luigi Randazzo: si chiama Tokio 2021

Coronare il sogno di ogni atleta, quello di Olimpia. Lo è anche per il “gigante” di 2 metri di altezza il ventiseienne pallavolista catenanuovese, di ruolo schiacciatore Luigi Randazzo ormai da diversi anni nel giro della nazionale azzurra. Malgrado la sua giovane età Luigi da 12 è già di fatto un professionista visto che dopo l’esordio nelle giovanili del Volley Club Catenanuova e la partecipazione a rappresentative provinciali e regionali venne scoperto dai tecnici delle giovanili della Lube Macerata ed a soli 14 anni si è trasferito nel centro marchigiano. Da li dopo la trafila nelle giovanili, l’esordio in prima squadra nella stagione 2010/2011. Ma poi viene mandato a “farsi le ossa” dapprima a Vibo Valentia ed in successione, Città di Castello, Molfetta, Verona e da 3 anni sino allo scorso febbraio quando i campionati sono stati fermati a causa della Pandemia a Padova dove il sestetto allenato da Valerio Baldovin, stava lottando per un posto nei Play Off anche se il suo cartellino rimane sempre della società marchigiana. Parallelamente a questo percorso di club con la maglia azzurra in tutte le formazioni giovanili sino alla maggiore nel 2014 con cui vince il Bronzo nella Wordl League. Da quel momento di fatto non è più uscito dal giro azzurro neanche dopo l’infortunio ai legamenti del ginocchio ed il conseguente intervento chirurgico che lo ha tenuto fuori al parquet per circa 6 mesi anche se in questa stagione sino al blocco dei tornei stava giocando con regolarità. Adesso è in attesa di capire come tutti gli altri quale sarà il suo futuro. “Per adesso penso a riprendere gli allenamenti per quello che si può fare – ci racconta al telefono – anche se non è facile – poi aspetto di capire quale sarà il mio futuro. Io sono sempre di proprietà della Lube e quindi con la società dobbiamo discutere. E’ fuor di dubbio che la mia volontà è trovare una squadra dove io possa giocare con regolarità poiché per me è un anno molto importante”. Infatti augurandoci che tutto gradualmente possa ritornare nella quasi normalità la prossima stagione è quella che accompagna alle Olimpiadi. Tu sei anche reduce un infortunio ad un ginocchio ma con un anno in più di tempo il tuo recupero potrà essere programmato con più tranquillità. “Io mi sento già a posto – continua – ma è chiaro che un anno in più se da un lato mi da la possibilità di poter recuperare meglio dall’altro è un anno in più anche anagraficamente. Ma ad ogni modo io ho ancora 26 anni e quindi voglio giocarmi al meglio tutte le mie carte per andare alle Olimpiadi”. Attualmente con Roberto Russo di Partinico in forza al Perugia, siete gli unici 2 siciliani nel giro della nazionale guidata dal Coach Gianlorenzo Blengini. Secondo te perché una terra come la Sicilia dalle grandi tradizioni pallavolistiche non riesce ad esprimere atleti di livello? “Io posso intanto dire che la passione e la tradizione per la Pallavolo in Sicilia ci sono sempre – continua – due anni fa per gli incontri di qualificazione alle Olimpiadi disputati al Palacatania l’impianto è stato sempre gremito in ogni gara. Questo sta a significare che nella nostra regione c’è sempre fame di pallavolo. Ed anche a livello giovanile ci sono tanti giovani bravi e dalle ottime potenzialità. Il problema è che non ci sono squadre ai massimi livelli a causa di problemi economici e questo condiziona il movimento”. Tu per poter giocare ad alti livelli hai fatto una scelta coraggiosa. O meglio dire che ancor prima di te l’hanno fatto i tuoi genitori. Farti andare da casa a soli 14 anni. “Era una occasione che se non l’avessi accettata probabilmente non si sarebbe più ripetuta – continua – anche perché andavo in una società importante. E per questo non potrò mai finire di ringraziare i miei genitori che mi hanno dato la possibilità di poter fare quello che volevo di coronare il mio sogno”. A proposito di genitori, non hai previsto un tuo ritorno in questo periodo dai tuoi cari a Catenanuova? “Si penso di tornare a giugno anche perché devo organizzare il trasloco da Padova – conclude – poi vedremo dove andare. L’importante che sia una piazza che mi consenta di giocare e guadagnarmi la convocazione per Tokio 2021”.

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