Enna Press

Testata giornalistica Online

Il Segretario provinciale del PD Vittorio Di Gangi sulla differenza tra Reddito di Cittadinanza e Reddito Minimo d'Inserimento

Per i beneficiari del Reddito Minimo di Inserimento o Cantieri di servizio che dir si voglia la povertà
rimane povertà e nemmeno il Reddito di cittadinanza allevia le loro sofferenze.
Il Dipartimento Regionale del Lavoro, con la nota 5005 del 28/01/2020, ha diramato ai Comuni
delle indicazioni operative per tutti coloro che, inseriti negli elenchi beneficiari del Reddito Minimo di
Inserimento (RMI), il cui onere grava sul bilancio della Regione Siciliana, risultano destinatari del
Reddito di Cittadinanza (RdC), il cui onere grava sul bilancio dello Stato.
In base a tale nota a tutti coloro i quali hanno diritto al RdC va sospesa “l’erogazione del sussidio
a valere sulle risorse del bilancio regionale”, in ragione del fatto che fruiscono di “una misura più
favorevole”. E qui casca l’asino.
Chi ha scritto tale norma non ha preso in considerazione gli elementi fondamentali delle due
misure di intervento e non si è nemmeno fatto quattro conti.
Andiamo per ordine.
Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla
disuguaglianza e all’esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi
familiari.
La legge sul RdC ha rivisto al rialzo le nuove soglie di povertà, che per la Regione Siciliana sono
vergognosamente basse, e conseguentemente il reddito minimo da garantire al nucleo familiare che si
trova sotto detta soglia.
Il RMI viene assimilato dalla Regione Siciliana al reddito di lavoro dipendente (vedi nota del
Dipartimento Regionale del Lavoro n. 19011 del 9/5/2007) e, pertanto, inserito nella dichiarazione dei redditi
dei fruitori. A dimostrazione di ciò i Comuni interessati rilasciano regolare CUD in cui sono indicate le
somme corrisposte nel corso dell’anno solare.
La nota del Dipartimento Regionale del Lavoro del gennaio u.s. non garantisce ai fruitori di
percepire l’integrazione del reddito stabilito dalla legge dello Stato. Infatti, ad un soggetto sospeso dal
beneficio del RMI verrebbe corrisposto dall’INPS un sussidio calcolato detraendo la quota di “reddito”
percepito nell’anno precedente (derivante dalle somme del Reddito Minimo di Inserimento).
Paradossalmente, con l’applicazione della disposizione regionale un nucleo familiare composto da
4 persone riceverebbe un Reddito di Cittadinanza pari a 76,72 euro al mese a fronte di un Reddito
Minimo di Inserimento pari a 823,28.
Il prospetto di seguito riportato evidenzia le differenze che si vengono a determinare con
l’applicazione della nota Regionale.
Federazione Provinciale di Enna
Piazza Vittorio Emanuele, 2 – 94100 Enna
pdenna@tiscali.it
Nucleo familiare
Reddito Minimo di Inserimento
(Bilancio Regionale)
Reddito di Cittadinanza
(Bilancio Statale)
Differenza tra RdC e RMI
(A) (B) (C)
Componenti Annuale mensile Annuale mensile Annuale mensile
1 3.346,68 278,89 6.000,00 500,00 2.653,32 221,11
2 5.254,32 437,86 8.400,00 700,00 3.145,68 262,14
3 (con 1 minore) 8.192,64 682,72 9.600,00 800,00 1.407,36 117,28
4 (con 2 minori) 9.879,36 823,28 10.800,00 900,00 920,64 76,72
5 (con 2 minori) 11.445,60 953,80 12.600,00 1.050,00 1.154,40 96,20
Da tale prospetto si evidenzia che, qualora venisse sospesa l’erogazione del sussidio a carico del bilancio
regionale, i soggetti interessati verrebbero a percepire gli importi indicati nella colonna (C), non come
integrazione, bensì come unica fonte di reddito, a fronte di quella attualmente corrisposta dai Comuni
ed indicata nella colonna (A).
A causa di tutto ciò molti fruitori di RMI stanno rinunciando a fare la domanda per l’integrazione
mediante il RdC.
Il Partito Democratico è impegnato a garantire i diritti e la dignità dei soggetti beneficiari di una misura
che interessa circa mille fruitori, di cui la stragrande maggioranza sono della Provincia di Enna.
La Regione Siciliana ha due possibilità per garantire ai beneficiari del Reddito Minimo di Inserimento di
percepire l’integrazione a loro spettante:
1) Annullare immediatamente la nota Dipartimento Regionale del Lavoro 5005 del 28/01/2020 e
consentire a tutti di percepire la differenza spettante con il Reddito di Cittadinanza;
2) Trovare un accordo con lo Stato per non includere nell’ISEE le somme liquidate quale Reddito
Minimo di Inserimento. Tale misura consentirebbe ai fruitori di optare per il Reddito di
Cittadinanza (più favorevole) e di essere sospesi dal Reddito Minimo di Inserimento.
Il Segretario Provinciale
(Vittorio Di Gangi)

Visite: 11