La gravissima rivolta verificatasi presso la Casa Circondariale di Enna rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema penitenziario lasciato nell’abbandono da un Governo nazionale e da una maggioranza regionale che sulla sicurezza hanno costruito gran parte della propria propaganda politica.
Mentre il centrodestra continua a riempire i cittadini di slogan, la realtà restituisce un quadro fatto di carenza di personale, strutture obsolete, interventi di ristrutturazione rinviati e allarmi lanciati da tempo dalle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria rimasti senza risposte adeguate.
Non basta invocare la sicurezza nelle campagne elettorali o tramite i mezzi di comunicazione. La sicurezza si garantisce con investimenti, con una presenza adeguata dello Stato, con strutture efficienti e con il rispetto della dignità di chi opera quotidianamente negli istituti penitenziari e di chi vi è ristretto, nel rispetto dei principi costituzionali.
Ma uno Stato autorevole si misura anche dalla capacità di garantire i diritti fondamentali delle persone detenute. Il rispetto della dignità umana, condizioni di detenzione conformi ai principi costituzionali e la possibilità di accedere ai servizi essenziali non sono concessioni, ma doveri dello Stato. Carceri sovraffollate, strutture fatiscenti e continue emergenze compromettono non solo la sicurezza, ma anche la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione.
È legittimo chiedere alla deputazione nazionale e regionale del centrodestra, che sostiene questo Governo, quali iniziative concrete abbia assunto per affrontare le criticità più volte denunciate nel carcere di Enna e perché si sia arrivati a una situazione tanto grave.
Il Partito Democratico di Enna Città esprime piena solidarietà e vicinanza agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria che, ancora una volta, hanno dovuto fronteggiare un’emergenza in condizioni estremamente difficili. La loro professionalità non può continuare a essere l’unica risposta alle carenze della politica.
Questi governi di centro destra hanno il dovere di intervenire immediatamente, garantendo risorse, personale e un piano concreto di riqualificazione della struttura. Continuare a ignorare i problemi significa alimentare tensioni che mettono a rischio la sicurezza degli operatori, dei detenuti e dell’intera comunità.
Sulla sicurezza non servono proclami. Servono responsabilità, competenza e scelte coraggiose. Tutto ciò che, purtroppo, fino a oggi è mancato.
GIUSEPPE SEMINARA
segretario PD Enna città


