Fra pochi giorni in città vi sarà un evento che si conferma sempre più nello scenario gastronomico: il “Pizza Enna Fest”. Impossibile immaginare solo un’esperienza del palato, considerata la storia millenaria di cui siamo circondati. Per residenti e visitatori occasionali, sarebbe interessante collegare il concetto di street food al trekking urbano (limitato ad Enna alta). Potrebbe sostituire una valida guida turistica il libro del Dott. Angelo Vetri dal titolo “ La Toponomastica urbana di Enna”, edizioni Pezzino, Palermo, 1966. Ne possiedo una copia donata a mio zio, Antonio Giaimo. La dettagliata cura storica e geografica che si riscontra nell’opera quasi non fa percepire la distanza temporale che ci separa. Si inizia il percorso toponomastico nel 1867 per concluderlo nel dicembre del 1965. La bellezza di Enna consiste nella scoperta sia dei suoi vicoli, lunghi, disconnessi, tortuosi, stretti e sbilenchi, sia delle sue piazze, alcune nascoste, altre panoramiche o monumentali. Proprio le strade limitrofe alla via Roma alta e bassa rappresentano una grande opportunità per scoprire l’identità dell’Urbs inexpugnabilis. Le giornate dedicate al cibo possono essere arricchite dai lenti percorsi che vengono illustrati di seguito.
Si arriva ad Enna alta, in piazza Balata, ufficialmente denominata Piazza Matteotti dal 1943, dopo la caduta del fascismo. Nei pressi si trova una piazza dedicata al Canonico Alessi, letterato e poliedrico cultore di antichità a cui fu dedicato un museo che conteneva le sue collezioni e del quale si attende la riapertura. Da lì si accede alla Via Roma – prima Via del Corso – denominata così dal 1870, dopo la presa di Roma per la breccia di Porta Pia e la conseguente proclamazione a capitale d’Italia. Così, si raggiunge in un primo momento piazza VI dicembre, perché in quel giorno del 1926, Enna ( Castrogiovanni) fu istituita Provincia. Si giunge in piazza Municipio, prima piazza Lincoln e dal 1900 piazza Umberto I, a seguito del regicidio. Al re venne intitolato anche l’Ospedale, allora di recente costruzione. Proseguendo la lieve salita si arriva in piazza Maestro Coppola, ove ha sede il Comune, dedicata al noto musicista ennese. Limitrofa alla piazza è la via Francesco Chiaramonte, anch’egli Maestro. Una breve visita alla facciata della casa natìa di Nino Savarese nei pressi del mercato S. Antonio, va collegata alla passeggiata lungo il viale che prende il nome dallo scrittore ennese e circonda il Castello di Lombardia. Complementare a questo percorso sarebbe la visita della facciata della casa di Pietro Farinato con adiacente via dedicata al medico filantropo. Le lapidi, in questi siti, elogiano i personaggi ennesi per le loro virtù. I più curiosi potrebbero cercare nei pressi della chiesa di S. Agostino anche il vicolo Paolo Vetri, dedicato all’avvocato e storico, vicino peraltro alla via Paolo Vetri, omonimo, pittore. Risalendo la via Bagni si arriverebbe in piazza Napoleone Colajanni, illustre politico ennese a cui fu dedicata una statua bronzea. Richiede un necessario collegamento la strada dedicata allo stesso, dove egli nacque, nei pressi della via Pergusa alta. Si può concludere la passeggiata con la visita della piazza F. P. Neglia, dove l’incanto di una fontana condurrà i turisti, attraverso le melodie dell’acqua e del silenzio, ad immaginare una musica che evochi il talento del compositore ennese. Meglio fermarsi per una pausa dedicata al gusto. Continueremo la scoperta delle strade ennesi prossimamente.


