Insieme al resto degli ennesi, seguo con grande apprensione le vicende che riguardano il campo Gaeta e la squadra di calcio, che oramai da qualche anno lo gestisce con dispendioso impegno. Si ha certezza di una serie di rilievi da parte delle Autorità competenti, che ne impedirebbero l’utilizzo, determinando così l’impossibilità per l’Enna Calcio di potervi disputare il prossimo campionato. Sarebbe, com’è facile capire, un danno devastante non solo per gli appassionati, ma per l’intera Città, che ha visto rilanciare la propria dimensione grazie ad una dirigenza che ha saputo restituire alla squadra il ruolo che storicamente le appartiene. Si tratterebbe di vanificare uno sforzo immane, che ha creato tale e tanto entusiasmo da coinvolgere un’intera comunità e che rappresenta la premessa per un futuro davvero esaltante. Ora, gli interventi necessari a scongiurare una jattura come questa vanno fatti con estrema urgenza e sono sicuro che il Sindaco vi stia già provvedendo. Non sta a me suggerirgli dove reperire le risorse che servono, ma sappia fin d’ora che ove fosse necessario il mio contributo, questo non mancherà, come sono sicuro non mancherà nemmeno quello delle altre forze politiche, anche di quelle più critiche nei suoi confronti.
E’ indubbio che il caso verrà risolto, ma è pur sempre una toppa. E’ venuto il momento di affrontare la questione in modo radicale: Enna ha bisogno di un nuovo stadio, collocato nella parte bassa della Città e realizzato così come un moderno impianto richiede. Uno stadio modellato sulle necessità reali, senza dunque mega dimensioni, dai costi assolutamente abbordabili e con tempi di costruzione velocissimi. Alternativa? ristrutturare il Gaeta in modo così profondo da risultare completo. Da anni assistiamo alle fantastiche ipotesi della sua dismissione e ricostruzione, da anni sentiamo di mirabolanti “Permute” e di tanto di quell’altro, che elencare non si può; ma ora è arrivato il tempo del fare.
Se c’è una cosa che posso garantire è quella che il nuovo campo, insieme al palazzetto, diverranno due priorità assolute per chi ha a cuore la Città e speriamo per tutti quelli che hanno un ruolo utile, ma che spesso stanno alla finestra.
Dario Cardaci


