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Forestali: sindacati annunciano stato di agitazione della categoria.

Forestali: sindacati annunciano stato di agitazione della categoria. “A rischio quest’anno le attività di prevenzione degli incendi”. Protesta anche per il proseguire del prelievo forzoso sulle buste paga e per una riforma che sembra allontanarsi

Palermo, 31 marzo- Sono sul piede di guerra i forestali siciliani che, con le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, annunciano di muoversi verso lo sciopero generale. L’esiguità dei fondi previsti per il settore nel bilancio della regione conseguente alla decisione di utilizzare le risorse Puc ( destinate ai programmi della politica unitaria di coesione) per coprire il 50% del fabbisogno finanziario per il settore, secondo Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali “rischia di di fare partire con enormi ritardi le attività di prevenzione degli incendi, a stagione calda inoltrata, o di non farle partire per niente”. “Senza le manutenzioni- scrivono in una nota Tonino Russo, Pierluigi Manca e Nino Marino, segretari generali dei tre sindacati- sarebbe attualmente difficile pure raggiungere il luogo di un incendio”. I sindacati temono per le possibili devastazioni ambientali, ma anche le ripercussioni sull’occupazione. “Se aggiungiamo- sottolineano i tre esponenti sindacali- che non si hanno più notizie della promessa abolizione del prelievo forzoso degli arretrati contrattuali sulle buste paga , per la quale era stato predisposto un apposito disegno di legge, e che l’auspicata riforma del settore non si vede ancora all’orizzonte, si capisce il disagio della categoria, che in assenza di novità andrà verso la mobilitazione”. Russo, Manca e Marino rilevano che “i fondi del bilancio serviranno solo a coprire i costi degli operai a tempi indeterminato e del servizio per lo spegnimento degli incendi che è notoriamente carente di personale e di mezzi. Aggiungerci la mancanza degli interventi di prevenzione renderà ancora più difficile la situazione”. I sindacati spiegano che con l’utilizzo dei fondi Puc i tempi sono destinati ad allungarsi, giacchè le risorse vanno riprogrammate su progetti. “Ma la manutenzione dei boschi e le opere di prevenzione degli incendi non possono attendere”. Quanto al prelievo forzoso “Russo, Marino e Manca sottolineano che “è vergognoso che mentre volano i bonus si mettono le mani nelle tasche dei forestali, già in difficoltà”. Preoccupati i sindacati anche sul tema della riforma “rimasta un annunci senza seguito da più di 3 anni mentre il governo adotta provvedimenti di taglio al settore che vanno in direzione opposta a una sua riorganizzazione”. In attesa della Finanziaria e con la speranza che questa venga modificata nelle parti di loro interesse, i forestali si preparano intanto allo stato di agitazione e alla protesta.

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