Fiom: De Palma: “Il governo nazionale e la regione cambino rotta, servono scelte strategiche per il rilancio dell’industria e dell’occupazione. Investendo sul lavoro e sulle persone dal Sud contributo importante alla crescita del Paese”.
Assemblea generale Fiom Sicilia su rinnovo contrattuale e temi al centro del confronto col governo
Palermo, 11 set- “Se messo nelle condizioni di lavorare, investendo sulle persone, il Sud può dare un contributo importante alla crescita del Paese. Lo dimostrano casi come la Fincantieri a Palermo e la Stm a Catania, dove con la contrattazione abbiamo ottenuto risultati importanti in termini di investimenti e occupazione. Ma il governo rema in direzione opposta non mettendo in campo politiche industriali, non investendo, cercando di fare cassa sul lavoro e sulle pensioni”: Lo ha detto Michele De Palma, segretario generale nazionale della Fiom Cgil, oggi a Palermo per l’assemblea generale della Fiom Sicilia. Il primo di una serie di appuntamenti in programma in tutta l’Italia per tenere accesi i riflettori sui temi caldi che riguardano la categoria e non solo: il rinnovo del contratto nazionale, la richiesta di politiche per il rilancio dell’industria e di investimenti, misure per una transizione ecologica socialmente sostenibile, il confronto col governo su pensioni, sanità e tasse, la lotta contro l’autonomia differenziata. De Palma ha sottolineato “i rischi per l’occupazione, che si moltiplicano in Sicilia, determinati dalla transizione energetica, come dimostrano le vertenze aperte dei petrolchimici. Devono essere chiare -ha detto- le ricadute occupazionali e i percorsi formativi che si intendono attivare. La strada aperta per i lavoratori di Termini Imerese- ha sostenuto De Palma- è unica in Italia. La transizione a Messina della Duferco- ha aggiunto- e la lotta a Siracusa e Gela hanno l’obiettivo di garantire il lavoro nel cambiamento”. Anche la vertenza sul rinnovo del contratto sottende la transizione ecologica. “Agli aumenti salari che chiediamo, 280 euro mese per contrastare l’inflazione e tutelare il potere d’acquisto- ha affermato de Palma- si aggiunge anche la richiesta di riduzione dell’orario di lavoro. Il valore che viene generato dalla maggiore produttività – ha sottolineato- deve essere redistribuito creando nuova occupazione. La transizione insomma deve migliorare a vita delle persone e la società”. Critico il segretario della Fiom sull’attività del governo nazionale e sull’azione dell’esecutivo regionale. “Sull’industria, di cui certamente una grande regione come la Sicilia non può fare a meno – ha sostenuto- servono scelte strategiche della regione e dello stato che finora mancano. Il governo nazionale dal canto- ha aggiunto- sta cambiando in peggio la legge Fornero cercando anche di fare diventare il fondo di previdenza complementare sostitutivo del regime pensionistico ordinario. Fa cassa sulla contrattazione- ha ancora detto- non investe sulla sanità pubblica e porta al collasso i fondi integrativi nell’ambito di un evidente disegno di privatizzazione del sistema”. Per quanto riguarda il fisco De Palma ha sottolineato: “Le tasse devono essere aumentate ai ricchi e vanno diminuite quelle sul lavoro, sulle pensioni, sugli aumenti contrattuali”. Prosegue inoltre la battaglia, anche della Fiom, contro l’autonomia differenziata che “peggiorerà le condizioni del Mezzogiorno incidendo negativamente su diritti importanti come quelli alla salute e all’istruzione. Anche il contratto nazionale- ha rilevato De Palma- è importante per garantire l’ uguaglianza dei diritti in tutta l’Italia compreso il Mezzogiorno dove già questi non sono sempre garantiti. I referendum per l’affermazione del lavoro regolare e dei diritti- ha concluso- puntano anche affrontare il problema della criminalità, sottraendo le persone al ricatto occupazionale”


