Fava a Enna: “Crisafulli è generosità, concretezza, autorevolezza e sincerità.
«Ci siamo misurati cento volte, a volte polemicamente, ma sempre con rispetto reciproco e con la stima profonda che si deve a chi mette la propria faccia accanto alle parole che dice. Sono qui per dare la mia amicizia, oltre che il mio sostegno elettorale». Con queste parole Claudio Fava, ex europarlamentare e presidente della Commissione Antimafia all’ARS, ha preso posizione a favore della candidatura a sindaco di Mirello Crisafulli, intervenendo ieri sera all’incontro proposto da “Gen Z” e le liste civiche sul tema “patto generazionale” e “diritto a restare”, punti cardine del programma elettorale del candidato di centrosinistra. Una serata affollata di giovani, a testimonianza dell’impatto importante della campagna tra le nuove generazioni.
Un sostegno che vale doppio, maturato tra due protagonisti della sinistra siciliana che negli anni si sono spesso confrontati — e scontrati — su fronti opposti. Fava ha tracciato il profilo umano e politico di Crisafulli attraverso quattro qualità che, a suo giudizio, oggi scarseggiano nella politica italiana: generosità, concretezza, autorevolezza, «che non è autoritarismo», e sincerità. «La politica si è fatta molto liquida, i partiti sempre più evanescenti», ha osservato Fava. «Ma sullo sfondo di questa politica sempre più leggera ci sono le storie, ci sono le facce, c’è il percorso che ciascuno ha fatto. In una piccola città come Enna non ci si può smarrire nel giudizio: la politica è giudizio, e voi i vostri candidati li conoscete davvero».
Sul mancato uso del simbolo di partito, non usa giri di parole: «Dall’esterno viene vissuta come un capriccio. Ed è una politica capricciosa quella che ogni tanto si impunta su queste cose per darsi un tono, una funzione, negando il simbolo del partito» l’onorevole Fava ha poi sottolineato con forza la differenza tra governare in un comune del Nord e amministrare una città siciliana: «Fare il sindaco in Toscana può essere quasi divertente, governi territori in cui le premesse fondamentali del vivere insieme sono già risolte. In Sicilia, invece, significa mettersi di fronte alla fatica di governare una precarietà che si è fatta definitiva». Scegliere di offrirsi a questa sfida è già, di per sé, un atto di grande generosità.
E ha ricordato poi il ruolo determinante di Crisafulli nella nascita e nel consolidamento dell’Università Kore: «Non so se esista in Italia una città con un rapporto tra popolazione anagrafica e studentesca – 9 mila studenti – vicino al 50 per cento. È una risorsa concreta e straordinaria per questo territorio, e il merito di averla voluta, protetta e garantita negli anni è del senatore Crisafulli.» Ad aprire la serata è stata la deputata PD alla Camera Stefania Marino – designata assessore – che ha ricordato il ruolo dei giovani e dei cittadini nella decisione di scendere in campo di Crisafulli. A chiudere gli interventi, lo stesso candidato sindaco.
«Questa città non è più rappresentata né verso la Regione, né verso lo Stato, né verso le grandi aziende che operano sul territorio», ha detto Crisafulli. «Enna mi ha dato tanto, sono stato deputato regionale, nazionale, senatore. Non me ne vado senza restituire qualcosa nel momento del massimo bisogno. Ci stiamo mettendo in gioco noi stessi, la nostra storia, la nostra immagine.» Il candidato ha quindi rilanciato con forza sulla centralità dei giovani: «Devono essere protagonisti del proprio futuro, non in attesa che qualcuno glielo risolva. Vogliamo una città in ripresa, in cui università, istituzioni locali e nuove generazioni diventino gli strumenti reali del cambiamento.
Abbiamo la responsabilità di non consegnare a questa generazione una città in mano alla disperazione». Crisafulli ha chiuso il suo intervento con un invito a non disertare le urne e una metafora chiara: «In questa città si deve cambiare musica, i giovani ci abitueranno ad ascoltarne una vivace, io avrò il compito di tenere acceso l’amplificatore».


