Prossima escursione sabato 8 novembre 2025
Su Monte Iudica.
Archeotrekking con piacevole pausa pranzo in un’azienda zootecnica del posto dove degusteremo ricotta,formaggi e salumi nostrani.
TREKKING con
LIVELLO DIFFICOLTA’ medio-facile (bambini al di sopra dei 10 anni).
Trekking alla scoperta
del sito archeologico-naturalistico di Monte Iudica, strategica altura dei monti Erei dalla cui cima si contempla oltre metà della Sicilia e per tale ragione è stato scelto come abitato-fortezza sin dal neolitico e poi da siculi, greci, romani e normanni, che vi collocarono un castello. Infine vi fu costruito un monastero di monaci eremiti e un casale, di cui sono presenti ancora oggi le architetture. Visiteremo questo sito archeologico con un piacevole trekking attraverso un boschetto, godendo di un panorama unico.
Il panorama che si osserva dal Monte
Iudica è di quelli mozza fiato!
Si osservano, entro una poligonale chiusa i seguenti centri abitati: Motta Sant’Anastasia,
Belpasso, Ragalna, Paternò, S.M. di Licodia, Biancavilla, Adrano, Centuripe, Agira, Assoro,
Calascibetta, Enna, Raddusa, Aidone, Mineo, Ramacca, Palagonia, Scordia, Buccheri,
Francofonte, Lentini e Carlentini. E’ ben visibile altresì un lembo del Mar Ionio (da Agnone a
Catania) esteso circa 20 Km.
Il Monte Iudica, costituito da un lungo e
stretto crinale che nella sua vetta più
elevata, ad Ovest, raggiunge i 765 metri di
altezza, per la sua posizione e per la sua
rilevante caratteristica morfologica, può
essere considerato l’estremo lembo
orientale della catena dei Monti Erei, nella
zona centrale della Sicilia. L’area è stata
abitata sin dall’epoca preistorica, passando
poi per le epoche protostorica, greca,
romana e medievale, conservando in sé
reperti e manufatti di assoluto rilievo
archeologico, che ne fanno uno dei luoghi
più ricchi di miti e leggende della Sicilia.
Esplorato già agli inizi del ‘900 da P. Orsi, Monte Iudica è un importante centro indigeno. Gli
scavi condotti in quest’area, che è sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico dal 1998,
hanno messo in luce sulla parte sommitale del rilievo (E) una porzione dell’abitato costituito da
ambienti addossati alla roccia e la necropoli (SE) costituita da tombe a camera scavate nella
roccia.
Da entrambi questi contesti provengono materiali
di tradizione indigena, contenitori per derrate,
pithoi ed anfore da trasporto di varie officine che
attestano la vivacità del centro che presenta una
forte connotazione indigena ed il suo maggior
sviluppo nella seconda metà del VI sec. a. C. con
una parabola discendente agli inizi del V sec. a. C..
Da menzionare, inoltre, sul monte la presenza
dell’antico Castello di Iudica, il cronista normanno Goffredo Malaterra conferma l’esistenza in loco
di un castello popolato, che fu conquistato da re Ruggero I di Sicilia a seguito della vittoria,
ottenuta nel 1076, sui saraceni. (I resti della fortificazione sono visibili in prossimità della cima
del monte Iudica);
alcuni resti medievali intorno ai ruderi cinquecenteschi dell’Eremo della Gabella, con la
limitrofa masseria Iudica e la Chiesa di San Michele Arcangelo. Una zona della cima del monte
Iudica è conosciuta con il nome di “u Sautu ‘a Vecchia” (“il Salto della Vecchia”), derivato da un
leggendario episodio. All’epoca della conquista normanna, si racconta infatti che una giovane,
Emidia, si fosse travestita da vecchia per ingannare i Saraceni, ma venne da questi gettata in un
dirupo. Tuttavia il gesto permise ai Normanni di conquistare il castello.
A breve il programma
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