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Enna verso le elezioni amministrative: il sindaco uscente Maurizio Dipietro “Continuiamo insieme questa bella aventura

Giorno 6 luglio l’attuale sindaco Maurizio Di Pietro ha voluto tenere una conferenza stampa all’ombra del Castello di Lombardia, monumento definito dallo stesso sindaco “Simbolo del nostro passato e del nostro futuro”. Un parallelismo, quello tra il monumento medievale ed il sindaco, evidenziato dal desiderio di riaffermarsi come primo cittadino della città, insieme alla squadra “In parte diversa ed in parte originaria” che lo hanno accompagnato nel corso della sua carriera politica. Il desiderio, dunque, come chiaramente espresso nel breve intervento del sindaco, è quello di ricandidarsi nuovamente e di vincere ancora, come già avvenuto un lustro orsono.
In ogni caso, l’excursus di Maurizio Di Pietro è ruotato attorno al parallelismo tra il passato ed il futuro, tra ciò che è stato e ciò che desidera essere nuovamente. Ricorda, infatti, le prime battaglie combattute cinque anni fa, quando il sogno di diventare primo cittadino divenne realtà. Ed in questi anni passati, naturalmente, il sindaco ha lavorato per costruirsi la campagna del futuro, ampliando, secondo i rumor, il suo bacino di voti.
“Cinque anni fa ci siamo dati una serie di obiettivi, molti dei quali raggiunti” afferma sicuro di sé il capo dell’amministrazione comunale che, durante l’esposizione del suo discorso, illustra la sua più grande vittoria: la riforma del sistema dei rifiuti. Molti, infatti, sembravano essere scettici –racconta Di Pietro- riguardo a questa “azzardosa” manovra e, addirittura, alcuni avrebbero provato a far riflettere il sindaco e la sua squadra sull’insormontabile montagna da scalare per rivoluzionare il sistema dei rifiuti e combattere l’immondizia che sommergeva la città. Alla fine, a detta del primo cittadino, l’obiettivo è stato raggiunto: dal 3% di differenziata si è passati al circa 61,1%. Però, all’affermazione “Enna è sicuramente più pulita” una signora, dalle retrovie, ha pensato di intervenire pubblicamente facendo ritornare al presente il capo dell’amministrazione comunale: “La città è pulita dipende dove si passeggia”. L’anziana, infatti, sembrava lamentarsi della mancata pulizia in alcune zone del comune nonostante alcune telefonate a chi spetta la gestione della pulizia urbana. La risposta del sindaco, aperto alla critica, non è tardata a giungere e la situazione si è conclusa con la promessa di intervenire al più presto.
Un’altra vittoria della gestione uscente è stata, secondo il sindaco, il fiume di finanziamenti pubblici che la città non era abituata a ricevere ma, piuttosto, a perdere: “Noi abbiamo impegnato e non del tutto speso una decina di milioni euro. Forse questo denaro ha acceso un po’ di appetito in altri ma siamo certi che i nostri concittadini sapranno scegliere chi deve amministrare i soldi pubblici”. La pecunia è stata investita anche in strutture sportive come i campi da tennis e da basket al “Pisciotto” e da calcio a cinque al cimitero. L’investimento sportivo più importante resta, comunque, quello del manto erboso di Pergusa che verrà inaugurato nei giorni successivi. Due parole sono state spese anche per il glorioso autodromo che, nei progetti della squadra oggi presente, sarà riportato al suo fascino originario e che, non solo per operazioni legate al mondo dello sport ma anche al mondo del turismo, potrebbe ritornare ad ospitare competizioni mondiali di una certa rilevanza e di un certo spessore.
Il reale scoop, però, resta il punto cardine del programma politico che verrà mostrato tra poche settimane: la ripresa dei locali del Ciss. La struttura di Pergusa, invero, è abbandonata da anni ed è proprio su questo che l’amministrazione impiegherà tutte le sue forze “Perché è uno scandalo –tuona Di Pietro- che il Ciss resti abbandonato in preda a sé stesso, preda dei vandali che prima o poi lo devastano”. Sul Ciss, spiega Di Pietro, il comune ha un potere diretto poiché ha l’opportunità di risolvere il comodato d’appalto che un ventennio fa venne affidato alla regione. Il paragone tra passato e presente, naturalmente, non viene a mancare nemmeno questa volta; l’obiettivo che vede come principale protagonista l’edificio destinato a presidio sanitario, infatti, viene accostato alla riforma della raccolta differenziata.
Altro capitolo importante è stata l’acqua pubblica. Di Pietro ha voluto sottolineare come per legge l’acqua, in Italia ed in particolare in Sicilia, debba restare ed essere in mano ad i privati anche se, da più di un anno, e dopo l’impossibilità di risolvere il contratto con i privati, il comune di Enna sta provando a diminuire le tariffe. Su questo capitolo il sindaco non si è voluto sbilanciare più di tanto e, probabilmente, la conferenza tenuta al Castello non era, certamente, la più “adatta” per affrontare una discussione così articolata e che ruota attorno ad un business che in Sicilia vale 2,7 miliardi di euro.
Sulla coalizione della quale Di Pietro è capo, il Caesar annuncia: “Le porte sono aperte a tutti coloro che hanno a cuore il destino della città, scavalcando anche le più marcate differenze ideologiche e partitiche”.
“Mi piacerebbe una campagna elettorale nella quale si parlasse delle cose fatte e di quelle che si vogliono proporre agli elettori” conclude Di Pietro il quale, proprio nell’ultima frase, attacca espressamente “senza voler fare polemica” l’opposizione, affermando di vedere solo “una grande confusione” e che troverebbe sorprendente affrontare un candidato unico in grado di conciliare interessi diversi. A proposito dell’opposizione conclude: “Candidati civici che hanno rotto con noi perché la percentuale di civismo in ciascuno di noi, evidentemente, non era adeguata e poi li ritroviamo seduti attorno ad un tavolo ove esistono gli unici partiti esistenti in consiglio comunale. Urlatori di slogan del tipo “Onestà! Onestà!” che siedono in tavoli presieduti da impresentabili che scopriamo ogni giorno più impresentabili; apparati sempre meno attrezzati alla sfida della modernità e nuovi pentiti e vecchie glorie ormai cadute […] noi faremo un’altra campagna elettorale, cogliamo le loro contraddizioni, è il gioco delle parti e se ci toccherà evidenziarle le evidenzieremo. Noi faremo la nostra campagna elettorale senza gridare e dicendo, proponendo ai nostri concittadini le cose che abbiamo fatto e che vorremmo fare ed offrendo loro la credibilità che speriamo di avere guadagnato in questi anni”.
Matteo Franco Russo.

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