Enna, turisti per una settimana: cosa visitare il primo giorno
L’arrivo della primavera è foriero di visitatori per la nostra città. Può Enna offrire attrazioni turistiche per un’intera settimana? Sembrerà strano agli ennesi, ma è assolutamente possibile. Ecco un programma per tutti coloro che vorranno scoprire le meraviglie dell’Urbs inexpugnabilis, siano essi viaggiatori di passaggio o cittadini residenti. Enna Press 2.0 pubblicherà 7 articoli sul viaggio a Enna. E’ consigliato il trekking urbano per il centro cittadino raggiungibile facilmente con navette gratuite dal parcheggio scambiatore. Per le visite fuori dal centro invece è auspicabile usare l’auto, facilmente noleggiabile in città o se si vuole un’esperienza più sostenibile basta prendere a nolo privatamente un’e-bike in centro e/o richiedere l’assistenza di una guida ambientale per percorsi escursionistici alternativi.
Il nostro viaggio inizia con la visita al Castello di Lombardia – uno dei simboli ennesi – e alla Rocca di Cerere. La fortezza nel XX secolo divenne il teatro lirico più vicino alle stelle e la rocca di Cerere nell’antichità fu meta di pellegrinaggio da parte dei devoti che da tutta la Sicilia giungevano ad Henna per adorare la Dea. E’ essenziale ammirare il panorama che circonda questi siti: mozzano il fiato il vulcano, le catene appenniniche, il lago Nicoletti… Suggestiva la passeggiata bianca che fa il periplo del Castello con vista panoramica che dalle Sette Stanze poste sulla fonte delle Ninfe ammira un affascinante murales di Cerere dipinto sulla parete dei Capannicoli, edifici illuminati di sera con luci tricolori della bandiera italiana. L’opera sulla dea del grano evoca la statua di Cerere che si trovava sull’omonima rocca trafugata da Verre, come attesta Cicerone nelle sue “Verrine” intorno al 70 a.C. Lungo la passeggiata va fatta una prima sosta al monumento in stile liberty dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale: fu progettato dal noto architetto palermitano Ernesto Basile, lo stesso che disegnò il progetto del Parlamento italiano. La seconda sosta sarà la scultura dedicata ad Euno che celebra il trionfo della libertà: una stele in marmo posta nei pressi narra i fatti storici che ispirarono il monumento. Dal Castello serve cercare la Via Anfiteatro e percorrerla per immaginare tra quei vicoli angusti una grande opera architettonica oggi sepolta sotto i palazzi, uno dei quali fortunatamente custodisce l’iscrizione marmorea che ricorda l’ospitalità degli ennesi fatta a Cicerone. Non si può prescindere quindi dalla visita della chiesa di San Biagio con la sua cupola intrisa di poesia, peraltro una delle poche che svetta su Enna. La chiesa custodisce sull’altare due colonne appartenenti al tempio di Cerere situato in passato all’interno del Castello. Si prosegue alla scoperta dell’antico quartiere arabo con la moschea che sarebbe l’ attuale chiesa di San Michele a forma ovale ove rimanere ammaliati dalla pavimentazione policroma in maioliche siciliane. Interessanti i lavori in ferro battuto delle finestre interne appartenenti all’ex convento adiacente. Da lì vi è l’affaccio sull’antico Suk, il mercato arabo, oggi Piazza Mazzini. Dopo si può proseguire con la visita del Museo archeologico e della Biblioteca di Soprintendenza, entrambi all’interno di Palazzo Varisano. L’edificio è esso stesso un’opera d’arte per la sua storia collegata ad una sosta di Garibaldi e per gli affreschi che ancora oggi decorano le sale espositive. Qui è necessaria una pausa all’interno del giardino per una lettura silenziosa immersi in un’atmosfera senza tempo. Al tramonto bisogna tornare ai piedi del Castello o sulla Rocca di Cerere per respirare l’eternità. Nella prima giornata si consiglia la degustazione della guastella ennese. Per conoscere gli altri itinerari seguite i prossimi articoli su Enna Press 2.0.


