Essere messi nelle condizioni di poter lavorare. E’ quanto chiede il Comitato dei ristoratori ennesi ma generale tutti i possessori di partite Iva che gestiscono attività “collaterali” alla ristorazione che lunedì scorso si sono ritrovati numerosi davanti la Prefettura per una iniziativa di protesta dal nome “Mai più chiusure, No al Coprifuoco”, ferma, numerosa nel numero dei partecipanti ma composta e rispettosa delle normative Anticovid. E per renderla ancora più eclatante i ristoratori hanno allestito sulla piazza una vera sala con tavoli imbanditi. A portare solidarietà ai presenti assessori della Giunta Dipietro, consiglieri di maggioranza e opposizione e rappresentanti di forze politiche. Al microfono di Pierelisa Rizzo giornalista e imprenditrice nella ristorazione che ha coordinato gli interventi si sono alternati operatori economici del settore con alcuni provenienti anche da Caltanissetta, con un unico denominatore. Se non saranno “allargate le maglie” molte attività già allo stremo chiuderanno. Ma a fare sapere le condizioni drammatiche che stanno vivendo anche rappresentanti di altre categorie come fornitori, albergatori, gestori di B&B, lavanderie, guide turistiche, rappresentanti del mondo dello spettacolo. Tutti concordi che il “Coprifuoco” deve essere tolto. “Ancor prima di protestare per ristori promessi ma che non arrivano – hanno commentato – noi vogliamo solo essere messi nelle condizioni di lavorare con dignità”.


