ENNA – LE DONNE CHE HANNO ARRICCHITO LA STORIA ENNESE di Salvatore Presti
Tante le donne che hanno lasciato il loro indelebile segno nella storia della nostra città. Poeticamente sono definite “l’altra metà del cielo” o anche “l’altra metà della terra”, tutte affermazioni che inorgogliscono le nostre mamme, le nostre mogli, le nostre sorelle, ma poi spesso ci dimentichiamo delle loro preziosità.
Fu una pia donna, Eleonora d’Angiò (1289 – 1343), regina di Trinacria e sposa di Federico III d’Aragona, che nel 1307 fece innalzare il Duomo dedicato alla Madonna, per sradicare i riti pagani ancora esistenti rivolti alle dee Cerere e Proserpina. Ce ne dà notizia Vincenzo Littara (1550 – 1602) in Storia di Enna. Da quell’anno iniziò la devozione degli ennesi alla SS. Maria Vergine, tanto che nel 1412, dopo l’arrivo della statua da Venezia, venne eletta padrona del popolo ennese, venerata come Maria SS. della Visitazione.
In un volume scritto da Erminia Indelicato e Rocco Lombardo dal titolo “Storie di donne nella storia di Enna”, La moderna edizioni, 2016, troviamo un excursus di donne, tutte legate alla nostra città.
Costanza Casale, vissuta nel Seicento, oltre ad essere una pia donna, fondò il Monastero di Santa Maria delle Grazie. Sempre nel Seicento, Angela Lo Guzzo, lavandaia, fu promotrice della devozione del SS. Crocifisso, seguita in quello scorcio di secolo da Maria Parisi, benefattrice e fondatrice del Convento di San Francesco di Paola.
La pittrice e architetto Rosa Ciotti, vissuta nel XVIII secolo, ci ha lasciato dei ritratti conservati nella sacrestia del Duomo e il grande telone istoriato, “A’ tileddra”, lasciato cadere ogni anno nel giorno della risurrezione di Cristo.
La baronessa Carmela Scivolone Corvaia, (1779 -1877), nativa di Castrogiovanni, fu generosa elargitrice di borse di studio e costituzioni di doti a sostegno delle ragazze nubili e delle vedove povere ennesi.
La socia dell’Accademia Pergusea, Jeannette Villepreux in Power (1794 -1872), originaria dalla Francia, contribuì con i suoi studi a portare una ventata di erudita internazionalità alla settecentesca accademia ennese.
Teresa Testa di Lana, palermitana, capraia, eroina rivoluzionaria sin dai moti patriottici siciliani del 1848, presente in Castrogiovanni per propagandare la cacciata dei Borboni, venne espulsa dalla città dal barone Varisano, allora a capo della guardia nazionale.
Ida Sartorio (secc. XIX – XX), fondò nel 1912 l’Istituto Canossiano, educandato per giovinette che apprendevano lavori domestici, di cucito, di ricamo e di rammendo. Malgrado una petizione e le tante benemerenze accumulate nei lunghi anni di attività, la cronaca recente ha dovuto registrare la chiusura dell’istituto dovuta al trasferimento delle ultime suore rimaste.
Teresa Angeloni (secc. XIX – XX), soprano, sposò il tenore ennese Vincenzo Coppola, figlio del celebre compositore Pietro Antonio Coppola che a Catania è ricordato con l’intestazione di un Teatro e una strada, la via Coppola. Nel 1893, in coppia con il marito, si esibì nella Cavalleria Rusticana, nella Traviata e nella Gioconda nel nostro teatro Comunale.
Maria Antonietta Giarrizzo (1811-1896), originaria di Pietraperzia, nel 1832 sposò l’ennese Giuseppe Maria Grimaldi diventando baronessa di Geracello. Poetessa, insigne letterata, fu anche Accademica Pergusea.
Emilia Testa (1855 – 1895), soprano, convolò a nozze con Enrico Militello, barone di Castagna che la conobbe nel ruolo di prima donna nell’Ernani, opera lirica scelta per l’inaugurazione del Teatro Comunale Garibaldi, edificato tra il 1872 e il 1875.
Luigina Porrello (1859 – 1936), carmelitana scalza, fu fautrice della riapertura del Monastero di San Marco.
Melania Beda in Fradella (1860 – 1933), direttrice della Sala comunale di allattamento, si adoperò per incrementare tale pubblico servizio, servendosi dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI), istituzione soppressa nel 1975.
Clementina Rosso (1869 – 1925), filantropa, sposa del nobile ennese Albino Maria Giacinto Grimaldi, fu fautrice della venuta ad Enna delle suore Canossiane, fondatrici del Collegio di Maria.
Filippa Greca (!873-1945), provetta cuoca, preparava pranzi di nozze e di battesimi, anticipatrice del servizio di catering. Si meritò l’appellativo di “monzù”, che era appannaggio esclusivo dei cuochi addetti alle cucine nobiliari.
Palmira Rizzo (1876 – 1972), sposa di Beniamino Colajanni, era una pianista che quando suonava col balcone aperto della sua casa di palazzo Pollicarini, si formavano dei capannelli per ascoltare le sue melodie, e spesso dalla piazza si levavano applausi e richieste di “bis”.
Ida Di Prima (1895 .1968), maestra elementare antesignano modello di volontariato scolastico.
Emilia Grimaldi dei Marchesi di Terresena (1897 – 1978), imprenditrice e filantropa, convolò a nozze col barone Calcedonio Rosso di Cerami e si adoperò per l’istituzione delle scuole rurali.
Caterina Salamone, meglio conosciuta come Caterina Savoca, fu imprenditrice e benemerita della cultura. Curò, con il marito Paolo Savoca, le molte proprietà comprese quelle di Catania e Taormina, tra cui l’Hotel Excelsior, e naturalmente quelle di Enna, l’Albergo Belvedere e il Cinema San Marco. Le venne intitolata la strada panoramica che da Lombardia giunge in piazza Prefettura. Musicofila, s’impegnò ad organizzare indimenticabili stagioni liriche al Castello di Lombardia.
Giuseppina Grillo (1906 1996), imprenditrice, diede vita, con suo marito Francesco Virlinzi, ad un grande emporio in quel di Catania, collaborando con il marito e i figli. Ad Enna ha lasciato un’impronta indelebile, il Supercinema GRIVI, inaugurato nel 1951, oggi gestito con competenza e passione dalla nipote Cettina Emmi Grillo.
Rosalia Grimaldi in Valvo, (1908 – 1983) baronessa di Geracello, fu prima ispettrice delle crocerossine di Enna.
Giovanna Marano (1909 – 2000), imprenditrice, amò tantissimo Enna anche se non era la sua città natale. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1949, prese in mano l’azienda di autotrasporti SAIS, che oggi, possiamo affermare, è conosciuta in tutta Italia.
Teresa Lalomia (1913 – 1978), benemerita della cultura e organizzatrice di spettacoli lirici, originaria di Canicattì (AG), sposò nel 1938 l’ennese Giuseppe Enrico Restivo.
Italia Pregadio in Restivo (1915 – 1957), docente, preside e fondatrice della FIDAPA di Enna.
Giovanna Bruno (1926 – 2013) medico, benemerita della cultura e della ricerca sul cancro.
Elisa Di Dio, drammaturga, regista e attrice. Ha fondato con il fratello Angelo La Compagnia dell’Arpa.
Cettina Rosso, presidente della Casa d’Europa e animatrice della Settimana Federiciana.
Nietta Bruno Grimaldi, imprenditrice, delegata FAI di Enna, cura l’agroturismo della tenuta di Bannata e La Casa del Poeta di Pergusa.
Salvatore Presti


