Un interessante articolo di Gianluca Caccamo ennese “giramondo” ma sempre molto legato alla sua terra ed attento alle dinamiche economiche che interessano questo territorio Marketing Expert in ambienti internazionali, che ci dice la sua su come questo nostro territorio potrebbe ripartire dopo la pandemia del Covid 19.
“Come può la città di Enna e la sua provincia riprendersi in fretta e meglio dallo shock di questi ultimi mesi? Questa la domanda che tanti si chiedono e che tiene all’erta i nostri amministratori. Non un facile quesito, anzi, data la straordinarietà della situazione, richiede un sforzo maggiore che in contesti normali.
Partiamo da dati fattuali: i punti di forza del nostro territorio e le opportunità da poter cogliere anche in queste circostanze (qualcuno potrà storcere il naso sentendo parlare di opportunità, ma anche nelle difficoltà è sempre più fruttuoso vedere il bicchiere mezzo pieno e trasformare i problemi in opportunità ).
Nei giorni scorsi, anche da questa testata, è partita l’iniziativa di elencare tutte le attività produttive presenti in città che facessero servizi a domicilio. Per la gran parte si tratta di attività dietro l’angolo con una capillare presenza sul territorio e l’esercizio di raccolta dati è ben riuscito, ma si constata quanto poco venga ancora utilizzato internet per potenziare le proprie attività e fare promozione online, non solo verso il pubblico locale ma verso un bacino più esteso, che potrebbe includere tutta l’Isola e anche lo stivale. Qualche collaboratore si è pure avventurato nel metter sù un sito dove dare spazio a tutte le attività del territorio ( e se qualcuno volesse contribuire, l’aiuto è ben accetto). E al di là dei servizio di consegna offerto direttamente dall’attività, non si constata nessun servizio di consegna efficiente alla stregua di Deliveroo, UberEats, JustEat per nominare modelli riusciti in quasi ogni città del mondo occidentale.
Una ricchezza su tutti, che nessun altro potrà mai eguagliare fuori dall’Italia, è la nostra filiera agro-alimentare, e agro-gastronomica in ottica turistica. Le condizioni climatiche del nostro territorio consentono di fornire prodotti della terra nettamente migliori rispetto a quello di altri territori più ostili, che unita alla grande e secolare capacità culinaria – che il mondo tenta di replicare a tavola invano – devono essere i nostri punti di partenza indiscussi su cui costruire il nostro futuro. Ma non basta raccogliere il prodotto della terra. Servirà l’integrazione di tutta la filiera, dalla raccolta passando per la lavorazione, fino alla promozione online e distribuzione su grande scala. E su questo che torna utile la tecnologia a disposizione, internet, la logistica della consegna. Questo è un dibattito che dovrebbe coinvolgere tanto le associazioni di categoria locali, quanto l’Università nel fornire le competenze necessarie ai piccoli imprenditori per inserirsi sempre più nelle dinamiche del mondo globalizzato.
Venendo al turismo. Partivamo già svantaggiati. O ancora meglio, non abbiamo ancora fatto i compiti in casa, nel senso che ancora tanto lavoro resta da fare. Bene l’idea di regolamentare le entrate al Castello o alla Torre, ma la nostra visione di turismo è ancora molto miope. Fare turismo richiede un effettivo gioco di squadra, una visione comune, un tavolo di discussione continuo, competenze linguistiche, anche disponibilità e nobiltà d’animo verso il turista. Ben più difficile fare turismo anche in questo momento, dove i flussi internazionali per i prossimi mesi saranno prevedibilmente a rischio, finché la situazione non si sarà regolarizzata. E nel bel mezzo di questa pandemia, risulta difficile capirne i tempi di ripresa. Non si può fare nulla allora? Tutt’altro! Bisognerà lavorare per farsi trovare pronti per questo appuntamento. Il New York Times aveva anche galvanizzato il pubblico americano recentemente verso l’isola. Appuntamento rimandato dunque, ma in questa fase di transizione, si può e si deve puntare soprattutto al turismo domestico, o più appropriato ancora, isolano. Cioè saper veicolare il turista siciliano verso le nostre ricchezze culturali e luoghi da visitare con un’appropriata comunicazione, costruendo nel frattempo il know-how che le servirà per un turista internazionale mediamente più esigente.
Da ultimo, l’Università. Essa è e rimane una ricchezza indiscussa per il nostro territorio e dovrà sempre più assurgersi a centro di dibattito aperto con la cittadinanza e di educarla rispetto ai temi più disparati. In quanto città universitaria, l’Università potrebbe offrire per Enna una sorta di programma agevolato ambendo a raggiungere “ una laurea per ogni ennese”, con l’obiettivo di alzare il tasso di alfabetizzazione al di sopra di ogni altra città italiana! E va da sè che questo sarebbe un altro punto di forza da poter annoverare per la città, con delle ripercussioni indiscutibilmente positive!


