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Emergenza Coronavirus: verso la "Fase Due", Il presidente di Pandittaino Nino Grippaldi: "un momento delicato dove oguno deve fare la propria parte"

Essere un paese “normale”. E’ la richiesta che Nino Grippaldi presidente della Cooperativa Pandittaino insediata presso l’omonima area industriale e che produce pane esportato in tutta Italia ed in diversi paesi stranieri domanda alla classe politica. Grippaldi con orgoglio rivendica il fatto che la sua azienda (come tante altre) della filiera agroalimentare grazie ad una serie di accorgimenti in tema di salute e sicurezza dei dipendenti di sanificazione dei locali e rigida gestione dei processi produttivi non si è mai fermata e continua produrre. Ma per Grippaldi il problema per le aziende non sarà il Coronavirus ma ancor di più le sue conseguenze, che sicuramente cambieranno radicalmente la filosofia degli acquisti da parte dei consumatori e quindi le condizioni in cui le aziende dovranno operare nel prossimo futuro. “Siamo in trincea – commenta – la piccola provincia di Enna ha registrato un numero significativo di casi di Covid19. Viviamo una fase emergenziale, e mai come in questo momento, l’Italia ha bisogno di essere una e unita. Ed è chiaro, che da questa situazione di emergenza si stanno già delineando nuovi scenari del mercato e di un intero sistema economico-finanziario e sociale”. Grippaldi spiega cosa a suo avviso accadrà. “Sicuramente, cambieranno le modalità di consumo e di distribuzione, l’e-commerce detterà nuovi paradigmi in maniera diversa da come fa già con la grande distribuzione organizzata. Lo stiamo già vedendo e vivendo nel nostro piccolo: anche noi riceviamo giornalmente richieste di pane a domicilio, impensabile fino a poco tempo fa. E cambieranno, dunque, anche le abitudini alimentari dei cittadini. Ma non è a questo che noi aziende siciliane dobbiamo guardare con preoccupazione, non sarà l’emergenza Covid 19 a mettere a rischio la nostra stessa esistenza”. Secondo Grippaldi il settore economico in generale ne potrà uscire anche rafforzato ma a patto che ognuno faccia la propria parte in testa la Politica. “Nessuno può pensare che nel 2020 le aziende siciliane debbano ancora tirare a campare con una infrastrutturazione (strade, autostrade e ferrovie) e una rete telematica, oggi indegne di un paese civile. I gestori delle Telecomunicazioni ci considerano ancora Quarto Mondo. Alle Istituzioni e alla Politica non chiediamo nulla di nuovo: rimuovere ogni ostacolo che crei forme di disuguaglianze. Non so, se la colpa sia solo della burocrazia o dalla lentocrazia, o forse, della condizione di noi siciliani di per saper accettare e sopportare tutto. Ma oggi, dobbiamo trovare anche l’orgoglio di rivendicare quello che ci spetta. E l’emergenza Coronavirus, ci ricorda solo che queste scadenze non sono più procrastinabili”.

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