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Confartigianato Imprese Enna chiede modifica previsioni decreto “Cura Italia”

Confartigianato Imprese Enna
chiede modifica previsioni decreto “Cura Italia”
a favore dei Centri di Revisione veicoli
ll Presidente prov.le della categoria Autofficine di Revisione Autoveicoli di Confartigianato Imprese Enna, Guido Vaccaro, chiede che le istituzioni non dimentichino le piccole imprese operanti nel settore revisione veicoli.
In questa situazione di emergenza nonché di preoccupazione diffusa, nella quale tutti noi siamo richiamati al senso di responsabilità, in un periodo nel quale abbiamo l’obbligo di anteporre gli interessi della collettività a quelli del singolo – dichiara Vaccaro- sento anche la necessità di appellarmi al Governo nazionale affinché si rettifichi quanto previsto dall’art.92, comma 4, del decreto legge n.18 del 17 Marzo 2020, c.d. “Cura Italia”, che stabilisce quanto segue: “in considerazione dello stato di emergenza nazionale di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova di cui agli articoli 75 e 78 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ovvero alle attività di revisione di cui all’articolo 80 del medesimo decreto legislativo”.
In qualità di titolare di un’azienda del settore, tengo a a precisare che all’interno delle officine l’attività di revisione veicoli viene solitamente gestita in maniera programmata, attraverso prenotazioni preventive ad opera dei clienti che evitano gli assembramenti, riducendo al minimo i rischi del contagio da Covid -19 e garantendo così il rispetto della distanza tra le persone di oltre un metro.
Il blocco delle revisioni ad opera delle disposizioni del sopra citato decreto sommandosi al numero degli interventi revisionali non effettuati, determinerà un eccesso di richieste di revisioni auto giornaliere che, sommate alle altre revisioni previste, saranno difficili da effettuare e smaltire, con ripercussioni pesantissime sulla tenuta del sistema rischiando di mettere in crisi le piccole e medie imprese del settore, spesso a gestione familiare, e prive di di una struttura finanziaria atta a garantirne la sopravvivenza in questi mesi di difficoltà economica.

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