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Emergenza Coronavirus, online un’indagine per i pazienti oncologici e onco-ematologici: l’informazione, le preoccupazioni, le necessità assistenziali

Emergenza Coronavirus, online un’indagine
per i pazienti oncologici e onco-ematologici:
l’informazione, le preoccupazioni, le necessità assistenziali
Roma, 15 aprile 2020 ­– Le 27 Associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” promuovono un’indagine dedicata ai pazienti oncologici e onco-ematologici di tutta Italia per chiedere loro come stanno vivendo questo periodo di emergenza legato alla diffusione del Coronavirus, sia dal punto di vista assistenziale che personale. L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: da una parte realizzare un quadro della situazione da poter condividere con le Istituzioni, al fine di mantenere costanti l’informazione e l’interesse verso i bisogni delle persone che convivono con un tumore; dall’altra conoscere in che modo vengono gestite le attività di diagnosi, cura e follow-up dei pazienti così da identificare le aree prioritarie di intervento nella prossima fase di convivenza con il COVID-19.
Quali sono le preoccupazioni più importanti nella gestione della malattia, quali le fonti di informazione sui rischi di infezione, di cosa sentono più bisogno i pazienti in questo momento di emergenza, se si è a conoscenza delle norme a supporto di pazienti e familiari previste dal Decreto Cura-Italia: queste alcune delle domande alle quali i pazienti oncologici e onco-ematologici potranno rispondere online fino al 28 aprile sul sito www.salutebenedadifendere.it.
«Questo è un momento di emergenza sanitaria difficile da affrontare per tutti i cittadini, che sono alle prese con norme stringenti di distanziamento sociale e con la preoccupazione del contagio – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto – ma lo è ancora di più per le persone che convivono con un tumore e che, oltre ai problemi comuni a tutti, devono pensare alla propria malattia e a portare avanti i trattamenti e i follow-up. Le Istituzioni e gli specialisti hanno compreso le nostre preoccupazioni e diramato raccomandazioni e linee guida specifiche, ma in questo momento chiave del lockdown ci è sembrato necessario tastare il polso alle necessità dei pazienti sul territorio per poter tempestivamente individuare, condividere e risolvere eventuali criticità».

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