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Emergenza Coronavirus: le disposizioni della Diocesi di Piazza Armerina: lettera del Vescovo Rosario Gisana; messe sospese sino al 3 aprile

A seguito della nota della Conferenza Episcopale Italiana emanata nella giornata di domenica 8 marzo il Vescovo ha inviato una lettera ai fedeli di tutta la Diocesi. Nella lettera mons. Gisana oltre a dare le indicazioni da osservare si dice “persuaso che Dio, «amante della vita» (Sap 11,26), ci libererà da ogni male, mentre ciascuno di noi, considerata l’emergenza, è chiamato ad essere solidale con il prossimo e fervente nell’affidarsi alla divina provvidenza. La nostra certezza si fonda su quanto ha proferito Gesù agli apostoli: «io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).”
a seguito di una nota che la Conferenza Episcopale Italiana ha emanato, ieri 8 marzo
2020, in interlocuzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il cui decreto sospende in
via preventiva fino a venerdì 3 aprile, salvo nuove disposizioni, «le cerimonie civili e religiose,
ivi comprese quelle funebri», recepiamo quanto è affermato in modo perentorio: «Si tratta di
un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei
Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla
volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della
salute pubblica». Pertanto dispongo che:
1) le chiese restino aperte per la preghiera personale. I fedeli laici abbiano la possibilità di
pregare il Signore in un momento così delicato della nostra Nazione;
2) le messe, feriali e festive, siano sospese. È consentito al parroco di celebrare a porte
chiuse e ai consacrati di mantenere nelle loro comunità, con estrema discrezione, il loro
abituale ritmo di preghiera;
3) limitatamente alle indicazioni liturgiche, non si rifiuti la comunione a quei fedeli che ne
faranno richiesta, evitando che questo momento divenga un appuntamento fisso;
4) le messe di matrimonio vengano sospese. Se tuttavia, per qualche seria motivazione, la
celebrazione non può essere rinviata, si ammette a codeste condizioni:
a) la presenza di parenti più prossimi;
b) la celebrazione a porte chiuse;
c) l’osservanza della distanza tra parenti.
Il Vescovo di Piazza Armerina
AL POPOLO SANTO DI DIO
5) le esequie vengano celebrate con il rito della benedizione presso il cimitero o al massimo
nelle case, alla presenza dei parenti più prossimi;
6) raduni, incontri, momenti di preghiera, che caratterizzano le attività pastorali di una
parrocchia o di un vicariato, siano sospese.
Chiedo a tutto il popolo di Dio, nella lungimiranza di quanto è richiesto, di collaborare con
impegno e soprattutto con quella fiducia che connota la nostra adesione al Signore; ai parroci
di mantenere la loro presenza nelle comunità parrocchiali, dando la possibilità, alla luce di
quanto è prescritto sulla distanza interpersonale, del conforto spirituale. Sono persuaso che Dio,
«amante della vita» (Sap 11,26), ci libererà da ogni male, mentre ciascuno di noi, considerata
l’emergenza, è chiamato ad essere solidale con il prossimo e fervente nell’affidarsi alla divina
provvidenza. La nostra certezza si fonda su quanto ha proferito Gesù agli apostoli: «io sono con
voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
devotissimo nel Signore
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✠ Rosario Gisana

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