Dissesto idrogeologico: Cgil e Fillea Sicilia su stop all’appalto sui rischi idraulici in 70 comuni
“Vicenda scandalosa. Il governo Schifani reperisca le risorse in Finanziaria in modo che la mappatura dia il via agli interventi necessari in maniera non discrezionale”
Palermo, 22 nov- Sono trascorsi 10 anni e passati attraverso tre governi regionali e gli interventi per contrastare i rischi idraulici, dunque il dissesto idrogeologico, restano al palo “e questo è sconcertante alla luce delle tragedie, che tra alluvioni e frane, si sono verificate nel corso di questi anni costando anche vite umane”. Lo scrivono in una nota il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, Giovanni Pistorio e la segretaria confederale Cgil Angela Biondi, a proposito della notizia- diffusa da una testata regionale- dello stop per decreto ai risultati di una gara d’appalto per aggiornare le mappa di pericolosità idraulica in una settantina di comuni, perché i finanziamenti, che risalgono al piano di azione e coesione 2007/2013 non sarebbero più disponibili dopo il 31 dicembre. “Una vicenda vergognosa- affermano i due esponenti della Cgil- al quale ci auguriamo il governo Schifani ponga rimedio con la Finanziaria regionale. Una mappa di pericolosità dettagliata – aggiungono Pistorio e Biondi- è fondamentale per la predisposizione degli interventi necessari su base programmata e non discrezionale”.Biondi e Pistorio ricordano che “in questi anni sono emersi casi di abusi e inchieste per corruzione, come quella che ha coinvolto l’ex commissario regionale al dissesto idrogeologico ed ex assessore al territorio Maurizio Croce. Un piano derivante da una mappatura eviterebbe questi rischi. “E’ importante che il governo regionale proceda- sottolineano Biondi e Pistorio – per non aggiungere al danno di avere perso le risorse quello di continuare a non fare interventi su un ambito così importante che riguarda la sicurezza delle persone e dell’apparato produttivo e dal quale può derivare tanta buona occupazione”. La mappatura in questione è stata deliberata dal governo Crocetta a fine mandato, ha subito un rallentamento col governo Musumeci per un passaggio di competenze “ora spetta al governo Schifani- concludono i due sindacalisti-, che su questo è anche in ritardo, affrontare il problema in maniera positiva
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