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Dipendenti regionali, Siad-Cisal: “Dall’Aran una forzatura, pronti all’agitazione”

Dipendenti regionali, Siad-Cisal: “Dall’Aran una forzatura, pronti all’agitazione”
Dipendenti regionali, Siad-Cisal: “Dall’Aran una forzatura, pronti
all’agitazione”

Palermo, 2 luglio 2020 – “I ritardi dell’Amministrazione regionale e
le forzature dell’Aran Sicilia sono inaccettabili: sulla
riqualificazione del personale regionale non accetteremo compromessi
al ribasso, né scorciatoie che mortifichino i dipendenti a scapito
peraltro dei servizi offerti ai cittadini. Chiediamo a tutti di fare
un passo indietro e di comprendere che il personale va semmai
valorizzato, altrimenti siamo già pronti allo stato d’agitazione”. Lo
dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal in una
nota inviata ieri all’Aran Sicilia, al presidente Nello Musumeci e
all’assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso.

“Da mesi attendiamo che le promesse e gli impegni vengano mantenuti –
dice il Siad-Cisal – Bisogna riclassificare il personale riconoscendo
le mansioni superiori di tutte le categorie, applicare le progressioni
orizzontali al 35% dei dipendenti, rideterminare lo straordinario,
adeguare le pensioni, emanare il regolamento per l’anticipazione di
Tfr e Tfs e attuare il contratto per i dirigenti. Il Governo si era
impegnato a trasmettere all’Aran le nuove direttive sulla
riclassificazione e a comunicare le somme a disposizione, cosa mai
avvenuta, e ora l’Aran vorrebbe procedere entro il 29 luglio ad
accorpare solo le categorie A e B della prima area, senza un soldo in
più, lasciando immutato il resto. Uno schiaffo in piena regola per
migliaia di dipendenti, di cui il Governo si ricorda solo quando deve
farli rientrare in fretta e furia negli uffici senza le necessarie
cautele”.

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