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DI NUOVO IL MES – di Angiolo Alerci

Riccardo Dicembre 13, 2023 4 minuti letti

DI NUOVO IL MES

Una “antipatica” sciatalgia mi ha costretto ad assentarmi per un lungo periodo dal postare le mie note.
Molti sono i titoli che momentaneamente tengo in evidenza, mentre ho ritenuto di ritrattare il problema MES di grande attualità, dal momento che si sta verficando quello che avevo previsto con la mia nota “MES : la maggioranza in fuga” postato mesi fa che, per coloro i quali non l’avevano letto. preferisco ripostare.

“M.E.S. LA MAGGIORANZA IN FUGA
Credo, con la mia esperienza maturata dal primo giorno di funzionamento del nostro Parlamento, vedere in fuga per ben due volte in pochi giorni i rappresentanti della corposa maggioranza di una delle Commissioni più importanti della Camera,disertatone tutti la partecipazione per non essere riusciti a prendere una decisione comune, sia un fatto mai verificatosi.
E si tratta di un problema marginale: la modifica del cosiddetto MES “Meccanismo Europeo di Stabilità”.
Il MES, in sostanza, metterebbe a disposizione delle somme da potere utilizzare, a loro richiesta nel caso di necessità, da parte di paesi europei in crisi.
Salvini lo ritiene inopportuno, mentre pensa continuamente al ponte sullo stretto perché,secondo lui, in caso di nostra necessità le somme sarebbero state trovate tra i risparmiatori nostrani.
Quanti, in caso di difficoltà da parte del nostro Stato, con le esperienze maturate, sarebbero disposti a ulteriormente rischiare?
Il problema è esclusivamente di un tatticismo molto chiaro: le tre formazioni che hanno creato l’attuale maggioranza, nel tempo, avevano espresso sul MES valutazioni ben diverse tra loro.
Oggi, impreparati, stanno tentando di trovare una difficile comune via d’uscita.
Ma avere disertato la partecipazione a due commissioni appositamente convocate, dimostra che le distanze non sono ancora vicine.
Il MES mette a disposizione delle somme da utilizzare “a richiesta” da parte dei paesi che ne hanno bisogno.
Se il nostro paese non ne avrà bisogno non le richiederà.
Giorni fa ho postato una nota che riguardava la crisi bancaria di di eci anni fa e le notizie sullo stato attuale della Deutsche Bank.
L’Europa allora aveva messo a disposizione la somma di 800/miliardi per intervenire in difesa di banche in crisi.
Somma non integralmente utilizzata, la Germania la utilizzò per circa 250/miliardi e l’Italia solo per 4 miliardi.
Allo scadere della validità del provvedimento, 31-12-2014, da noi pressoché non utilizzato, entrarono in crisi le nostre banche e moltissimi concittadini pagarono molto caro il comportamento dei nostri miopi politicanti di allora, per non rifare i nomi già fatti con la nota richiamata, tutti i Presidenti del Consiglio succedutisi dal 2010 al 2014. Evitiamo di commettere gli stessi errori.”
La conferma del MES è stata ratificata da tutti i paesi dell’unione europea con la sola esclusione dell’Italia, per non avere raggiunto un’intesa tra i partiti dell’attuale maggioranza che, tempo fa, si erano trovati a sostenere posizioni diverse.
Anche la Presidente Meloni che ha dimostrato di sapersi bene muovere nel gestire la sua formale maggioranza. è stata costretta a parlare di posizioni diverse, solo ideologiche e strumentali.
Mentre la Meloni non ha tenuto in considerazione la posizione confermata dai berlusconiani, oggi come allora favorevoli al MES, ha avuto una battuta tipica italiana “vediamo prima come si comportano nella trattativa in corso per le modifiche al piano di stabilità”.
E si tratta soltanto di confermare la scelta di predisporre un fondo che potrebbe essere utilizzato anche da noi, in caso di necessità.
Purtroppo il nostro dna è questo: la riserva di un ricatto.
Si avvicinano le nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo ed io anticipo, e confermo, quanto già comunicato e fatto nelle precedenti elezioni che non andrò a votare.
Continuo a non riconoscere questa europetta, molto diversa da quella agognata dai Padri fondatori.

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angiolo alerci

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Riccardo

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