Si sono conclusi con successo i più recenti interventi di restauro che hanno permesso di restituire alla collettività e alla libera consultazione scientifica un ulteriore lotto del patrimonio archivistico dell’Istituto.
Grazie alle operazioni condotte da un laboratorio specializzato, sono rientrati in sede diversi volumi notarili datati tra il XVII e il XVIII secolo. Il restauro ha consentito non solo la messa in sicurezza dei manufatti, ma ha anche rivelato elementi di notevole interesse storico e paleografico. Tra questi, si segnalano diversi frammenti liturgici in pergamena e un pregevole disegno della pianta di una chiesa, presumibilmente ubicata nel territorio di Agira. Tali elementi aprono nuove e promettenti prospettive di studio e di ricerca per gli storici e gli specialisti del settore.
Un risultato che si inserisce nell’ambito delle attività di tutela portate avanti con continuità da questo Istituto: dopo gli interventi di spolveratura eseguiti su oltre 25.000 volumi notarili, proseguono i lavori pubblici destinati alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio documentario, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la documentazione fruibile.
La missione dell’Istituto si conferma dunque duplice e sinergica: adempiere al dovere della conservazione fisica delle fonti e, contestualmente, garantirne la massima fruibilità, restituendo alla comunità la memoria storica del territorio.

