Debutta a Palermo “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato” di Sergio Vespertino
Dopo la prima, sabato 1 agosto al Teatro Agricantus diretto da Vito Meccio, che lo produce, il monologo scritto a quattro mani con Marco Pomar e che si avvale delle musiche eseguite dal vivo da Virginia Maiorana e delle installazioni scenografiche
di Carlo De Meo, replicherà fino a settembre nel circuito siciliano dei Teatri di Pietra
Teatro Agricantus, via XX Settembre 82a – Palermo
“Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato”, sabato 1 agosto ore 21
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Il burattino più amato d’Italia quest’anno compie 145 anni ed è alla sua “favola senza tempo” che Sergio Vespertino dedica il suo prossimo spettacolo. Sabato 1 agosto alle ore 21 sul palcoscenico del Teatro Agricantus di Palermo, che lo produce, debutta “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato” scritto dallo stesso Sergio Vespertino con Marco Pomar e dedicato al celebre personaggio nato dalla penna di Carlo Collodi nel 1881 ed amato da ogni generazione di bambini. La famosa fiaba di formazione che narra le avventure del burattino bugiardo che desidera diventare un bambino vero è, in realtà, il difficile viaggio esistenziale di ogni individuo che, mosso da un istinto primordiale, conquista umanità e morale, ma solo dopo aver commesso innumerevoli errori.
Nato da un pezzo di legno, Pinocchio non vuole sottostare alle rigide regole del mondo adulto, forse nel tentativo di preservare la sua autenticità e in contrapposizione all’artificiosità della società civile.
In questo monologo, nuovo tassello di quel brillante teatro di narrazione a cui è approdato il mattatore palermitano, Sergio Vespertino – attualmente impegnato sul set di “Dieci piccoli gialli”, la nuova sitcom per ragazzi prodotta da KidsMe – si schiera apertamente dalla parte di Pinocchio, bacchettando più volte Carlo Collodi, caduto nella trappola dell’omologazione. Non è infatti un segreto che nella prima versione l’autore fiorentino aveva previsto ben altro finale, non certo la storia del Pinocchio che tutti noi conosciamo.
«Avete mai riflettuto sugli incredibili personaggi che incontra Pinocchio? – dice Vespertino – Diciamocelo, sono tutti mossi da un tornaconto personale, e non mi riferisco solo ai personaggi negativi della fiaba! E poi che ritmo incalzante, questo povero Pinocchio non ha un attimo di pace, la sua avventura è davvero una corsa al cardiopalma».
Ecco che Sergio Vespertino si diverte ad affrontare tutti i personaggi della celebre fiaba e a tirar fuori errori, note stonate, passaggi impossibili e azioni dimenticate, offrendo anche questa volta una narrazione frizzante e ironica. In un monologo che scorre tutto d’un fiato, accompagnato dalle note della fisarmonica di Virginia Maiorana, Vespertino in scena critica il troppo buonismo per sostenere le ragioni di Pinocchio, ripercorrendo le sue avventure con l’animo di un vegetale senza radici che non vuol star fermo, di un burattino senza fili che non può morire. Lo spettacolo, di cui firma le installazioni scenografiche Carlo De Meo, non lesina voli pindarici e diventa lo spunto godibile per nuove riflessioni.
Dopo il debutto il monologo “Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato” replicherà nelle aree archeologiche e monumentali del circuito “Teatri di Pietra”: lunedì 3 agosto anfiteatro comunale al Boschetto di Marineo (Pa); martedì 4 agosto antiquarium Case D’Alia di San Cipirello (Pa); lunedì 10 agosto terme arabe di Cefalà Diana (Pa); mercoledì 26 agosto Parco archeologico Palmintelli di Caltanissetta; giovedì 27 agosto area archeologica Eraclea Minoa di Cattolica Eraclea (Ag) e venerdì 4 settembre Cave di Cusa di Campobello di Mazara (Tp).


