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Cronache Tavachine di Gabriella Grasso Quel che resta dell’FBC

Cronache Tavachine di Gabriella Grasso
Quel che resta dell’FBC
Prima del Covid-19 il Ferro/Branciforti/Capra era fonte di preoccupazione per l’utenza del Distretto sanitario D21 relativo ai paesi di: Leonforte, Agira, Assoro, Nissoria e Regalbuto . Tutti avevano compreso la pericolosità di una struttura carente di personale, medicine e strumenti e molti avevano direttamente sperimentato la gravità di un P.S. inadeguato. La politica aveva captato il malumore della gente e aveva iniziato una propaganda avversa ai vertici dell’ASP spingendosi addirittura a comizi accusatori e denigratori. Durante l’emergenza nuovo Coronavirus la medicina di prossimità, depotenziata negli anni, ha mostrato la sua inefficienza e l’ospedale impreparato a fronteggiare l’ordinario è stato travolto dallo straordinario. Fu chiesta una conversione della struttura in Covid Center dai sindaci di Leonforte, Assoro, Agira e Nissoria nel momento apicale della pandemia, ma si ottenne solamente un post Covid ossia un dormitorio di pazienti guariti in attesa di rientrare nelle proprie abitazioni. Non mancarono le lagnanze dei pochi ospiti per l’infelice scelta di un’area dell’F/B/C inutilizzabile e dall’esclusione iniziale del blocco centrale della struttura per impossibilità di adeguamento, si giunse a destinare un piano dell’ospedale ai convalescenti Covid, approntando all’uopo percorsi e risorse. La possibilità di adeguare il F/B/C in un unicum, per questa parte di Sicilia, nella diagnosi e cura di malattie respiratorie è sfumata per sempre e oggi, dopo la passeggiata di Musumeci e Razza e l’apprezzamento del Governatore per la “pulizia” del corridoio visitato, l’F/B/C è di nuovo e ancora “ospedale di zona disagiata”, contro le disposizioni della Legge nazionale Balduzzi, accolte interamente dalla Regione, che lo indicavano come “ospedale di base” come il Chiello di Piazza Armerina e il Basilotta di Nicosia. L’F/B/C oggi conta: 6 posti letto in Chirurgia Generale (senza primariato), 20 posti letto in Medicina Generale(con primariato), 18 posti in Riabilitazione (con primariato), e 16 in Lungodegenza; la Radiologia non copre l’H24 e mancano strumenti di diagnosi necessari coma la TAC e la risonanza magnetica. Si provò durante la campagna elettorale a ipotizzare un passaggio da PTA in PTE per meglio tutelare la pubblica salute dato che Il 118, per obbligo di legge, deve trasportare il soccorso al più vicino PTA e poco importa che il PTA manchi di mezzi, personale e medicine. La cittadinanza del Distretto sanitario D21 si auguri dunque di star male lontano dall’F/B/C così forse avrà una speranza di diagnosi e cura immediata o si sposti in caso di bisogno in autostrada così da avvicinarsi a PTA meglio in arnese.

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