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Covid19 e teatri: Slc Cil Sicilia contesta ricorso ad ammortizzatori sociali e chiede in alternativa avvio di percorsi di formazione su nuove tecnologie

Covid19 e teatri: Slc Cil Sicilia contesta ricorso ad ammortizzatori sociali e chiede in alternativa avvio di percorsi di formazione su nuove tecnologie
Palermo 8 aprile- “Alla luce della conferma dei finanziamenti pubblici ai teatri appare incomprensibile la smania di alcuni sovrintendenti e direttori di chiedere il Fis ( fondo di integrazione salariale) per i lavoratori. Si predispongano piuttosto percorsi di formazione, come stanno già facendo alcuni teatri in Italia, per colmare quel gap tecnologico che per esigenze produttive non è mai stato colmato”. Lo sostiene il coordinatore della Slc Cgil Sicilia, Maurizio Rosso, che contesta dunque il ricorso agli ammortizzatori sociali nel settore, come sta accadendo ad esempio al teatro Biondo di Palermo e al teatro Stabile di Catania. La Slc chiede al management di questi teatri di “predisporre invece un piano formativo adeguato alle nuove tecnologie ormai fondamentali nei teatri moderni per creare le condizioni di competitività necessarie per lo sviluppo futuro”. Se l’epidemia dovesse durare e il ricorso agli ammortizzatori sociali divenisse inevitabile, la Slc chiede invece “un chiaro segnale di solidarietà a direttori e dirigenti dei teatri, a partire da una significativa riduzione dei grandi compensi di cui questi godono”. “E’ incomprensibile- dice Rosso- che ai lavoratori si chiedano sacrifici immotivati, mentre si continuano ad erogate cifre molto grandi ai dirigenti, è fuori da ogni logica di solidarietà. E lo è ancora di più alla luce alla luce di esigenze formative fondamentali, protocolli di digitalizzazione, piattaforme multimediali nuove, machine learning, intelligenza artificiale, lingua inglese, smart working, che possono essere sviluppati in questo momento, visto che da anni sono stati rimandati per motivi di produzione”. Rosso conclude ribadendo che “le soluzioni per il futuro dei teatri, degli artisti, delle maestranze e dei lavoratori tutti sono nel lavoro e nella formazione permanente e non nella ricerca immotivata di soluzioni sbrigative che danneggerebbero certamente questi luoghi di cultura e di bellezza decretandone un tragico depauperamento”.

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