Un aumento del 500 per cento della bolletta dell’energia elettrica in riferimento allo stesso periodo dell’anno. Una vera ingiustizia sociale. Lo denunciano dal caseificio il Cavalcatore una eccellenza dell’agroalimentare siciliano, con prodotti Dop come il formaggio piacentino Dop esportati in tre continenti, insediato nell’omonima contrada in territorio di Assoro che lancia un vero grido di aiuto alle istituzioni. E il costo della bolletta poteva essere ancora più pesante se l’azienda da alcuni anni non avesse iniziato un percorso di produzione di energia elettrica pulita attraverso il fotovoltaico come spiega l’amministratore dell’azienda Gaetano Nicoletti. “Siamo passati da un costo di energia elettrica di poco meno di 3 mila e 500 euro nel luglio del 2021 al poco più di 13 mila del luglio 2022 – commenta – e se non avessimo investito in un impianto fotovoltaico per la produzione di circa 200 Kw ad energia pulita che ci sta consentendo per certi versi di calmierare, i costi energetici sarebbero stati ancora maggiori”. Ma gli effetti negativi della guerra in Ucraina non si risentono solamente nell’energia ma anche sul gas e sul resto di prodotti industriali. “Da un consuntivo al 31 luglio la nostra azienda ha speso 300 mila euro in più rispetto all’anno precedente per gli aumenti non solo di energia elettrica e gas ma anche aumenti sulle plastiche ed imballaggi, carta ed altro ancora – continua Nicoletti – cercheremo di assorbirlo tutto noi da un punto di vista aziendale per non farlo ricadere sul cliente finale, ma non posso nascondere che la situazione non è assolutamente facile”. “Le difficoltà per le aziende sono notevoli – commenta amaro il segretario generale provinciale della Cgil Antonio Malaguarnera – se non arriveranno aiuti concreti da parte del governo centrale e di sicuro non possono essere i bonus la situazione è molto difficile e parecchie aziende rischiano di chiudere la propria attività con effetti pesanti anche sul piano occupazionale e quindi sui lavoratori”.


