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Coronavirus e Solidarietà; da Calascibetta la mascherina con la parte della faccia trasparente per poter comunicare

Una mascherina che garantisce la sicurezza ma anche pari diritti di comunicazione. E’ quella realizzata da un gruppo di donne xibetane sarte per passione che si sono date il nome di “Team “Mascherine della Speranza”, realizzando particolari mascherine anche per i sordi. Infatti la mascherina è realizzata in modo che si possa vedere il labiale necessario loro per comunicare. E le mascherine così vengono distribuite sia agli interessati che a Calascibetta sono 18, ma ancor di più a tutti i commercianti locali poiché diventa più importante per i soggetti sordi vedere le labbra delle persone con cui devono comunicare. Il nome prescelto di “Team Mascherine della Speranza” non è stato scelto casualmente. Ma in ricordo della signora Paola Speranza concittadina che alcune settimane fa è scomparsa a causa del Covid 19. Come nasce l’idea di questo singolare quanto importantissimo progetto? Tutto da un appello lanciato verso la fine di marzo sul gruppo Facebook “Sei di Calascibetta se….” dalla signora Nadia Lo Cascio. Appello che viene raccolto dalla sarta Francesca Gennuso che nel giro di 3 giorni ha realizzato una quarantina di mascherine per Carabinieri Vigili Urbani ed operatori ecologici. Nei giorni successivi grazie anche al flashmob di Carmelo Lo Vetri l’iniziativa ha avuto un exploit di adesioni chiamando questo team di sarte e sanificatrici “Team Mascherine della Speranza”. Una campagna di solidarietà di adesioni che però si è dovuto “bloccare” a ulteriori adesioni perché Nadia Lo Cascio di fatto era l’unica persona che poteva girare per la consegna di stoffe, aghi e materiale utile alla realizzazione. Ad ogni modo malgrado i “problemi positivi”, nel giro che meno di un mese il “Team” ha prodotto più di tremila mascherine delle quali 300 più piccole per i bambini di scuole materne, elementari e medie. Inoltre è è stato fornito il locale l’Eurospin, gli operai che lavorano fuori Calascibetta, varie aziende e sono arrivate anche a Catania e richieste da abitanti di alcuni comuni del territorio anche se per problemi di produzione ma non è stato possibile soddisfarli. Le mascherine sono donate gratuitamente e realizzate all’insegna del riciclaggio ovvero utilizzando lenzuola e stoffe donate da molti xibetani. Problemi incontrati strada facendo sono stati innumerevoli. Il cuore e l’amore verso la propria comunità li ha fatti superare tutti. Ma Nadia vuole andare oltre la solita mascherina e vuole dare un contributo più incisivo verso una parte importante della società ma che molto spesso viene sottovalutata come quella dei sordi. Così contatta Matteo Coppola figlio e parente di sordi. Matteo da il consiglio di ampliare la produzione anche per commercianti, farmacie, forze dell’ordine perché solo in quel modo sarebbero servite come mezzo di comunicazione. E lo stesso Matteo si è impegnato a consegnarle spiegando e sensibilizzando gli udenti su come, perché e quando usarle. E adesso la mascherina con la parte della bocca trasparente è diventata di uso comune. In epoca del Coronavirus, succedono anche di queste storie belle che fanno sperare che una società migliore è ancora possibile. Ecco o nomi delle protagoniste di questa bellissima storia:
Francesca Gennuso, Giusi Marcellino,Antonietta Cucci, Giovanna Catalano, Maria Piera Saitta, Maria Concetta Garofalo, Carmela Di Gangi, Maria Rinaldi, Enza Bonura, Speraindeo Rosaria eMaimonte Antonietta ….queste sono le sarte…. Mentre le sanificatrici siamo Nadia Lo Cascio, Pinuccia Lo Cascio, Melania Bongiorno, Maria Rita Greco e Savia Folisi.

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