“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” , William Shakespeare. La Sicilia offre ai suoi visitatori ormai da tempo emozionanti concerti all’alba in siti di interesse archeologico e paesaggistico, come ad esempio Selinunte e Segesta o in riva al mare tra capo d’Orlando e i Faraglioni di Aci Trezza. Anche ad Enna abbiamo una grande opportunità che potrebbe consentire armoniosi risvegli in grado di ridestare anche i più apatici scettici: la Rocca di Cerere. Questo sito guarda verso le Madonie, i Nebrodi e l’Etna, osserva la parte dell’abitato antico con le sue verdi pendici che la congiungono alla millenaria Calascibetta e ammira il castello di Lombardia che, baciato dal sole, trasforma la sua cinta muraria in un profilo dorato. Immaginare frotte silenziose di turisti che alle prime luci del giorno possano stare lì distesi ad respirare questo paesaggio mozzafiato ascoltando musica classica o jazz, carpendo con scatti policromi i primi raggi ennesi in un’aria intrisa di tanta bellezza sarebbe veramente il “ Sogno di una notte di mezza estate ”. Attendiamo da tempo nella nostra città le panchine giganti panoramiche diffuse in diverse località siciliane da cui godere di orizzonti infiniti e vi sarebbero svariati siti vocati tra Papardura, Montesalvo, Lombardia, Cozzo Matrice, Pergusa, Borgo Cascino, Spirito Santo, Belvedere… Un’attrazione del genere diverrebbe meta ambita da parte di parecchi visitatori. Per non parlare dell’incanto siderale nelle ore notturne. Se Palermo all’interno di Palazzo dei Normanni vanta uno dei più antichi osservatori astronomici d’Italia , dove peraltro fu scoperto ‘Cerere’il primo asteroide della storia, Catania ne possiede un altro sull’Etna. Come sulle Madonie, a Isnello, il Gal Hassin è un centro di ricerca dotato di telescopi robotici e planetario digitale associati ad antichi strumenti, così Montedoro offre agli astrofili e agli studiosi una bella opportunità di osservazione dei cieli. Enna è una vetta tra le stelle nel cuore della Sicilia: ancora oggi si discute se la Torre di Federico appartenga allo Stupor Mundi o a Federico III d’Aragona. Tuttavia, molti credono che il sito sia un antico osservatorio astronomico progettato dal primo imperatore. A conferma di ciò vi è la geometria stessa della struttura ricavata dall’unione tra un quadrato e un cerchio, rispettivamente simboli di terra e cielo. La torre ottagonale riprodurrebbe la rosa dei venti in ogni lato e da una finestra al primo piano durante il solstizio d’ estate entra la luce che segna il momento dell’evento astronomico. L’intera dorsale ennese potrebbe offrire un vero e proprio osservatorio astronomico diffuso e anche in questo caso la Rocca di Cerere sarebbe un luogo idoneo. Continuiamo ad immaginare la grande bellezza della nostra città.


