CHE SUCCEDE IN CASA GRILLO?
Sarei curioso di conoscere l’attuale valutazione data dai sondaggi a Conte Presidente del Consiglio, ricordandomi che in un momento durante la sua presidenza toccava il 60%. Basta un solo errore e, in quest’ultimo tempo a parer mio ne ha fatti tanti, da cadere dalle stelle alle stalle.
Ho voluto riportare una mia nota pubblicata soltanto il 30 aprile 2012, esattamente dieci anni fa, su diversi giornali on line e inserita alle pagine 17 e 18 del mio primo volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana.
“30 aprile 2012
STORIA DELL’ANTIPOLITICA: Beppe Grillo come Guglielmo Giannini
Nel corso delle manifestazioni per la celebrazione del 25aprile il Presidente Napolitano, in occasione della sua visita a Pesaro, ha parlato di antipolitica e di demagogia.
Non c’è dubbio che, in questo particolare momento, il riferimento era alla intensa attività che sta svolgendo in Italia il comico Beppe Grillo.
Ma di personaggi che hanno fatto in Italia la storia dell’antipolitica ve ne sono diversi.
Il 16 febbraio 1946 il noto giornalista e commediografo Guglielmo Giannini, che nel 1944 aveva fondato il settimanale satirico-politico “l’Uomo Qualunque” – giornale che riuscì ad avere una tiratura di circa un milione di copie e che conteneva la scritta “Questo è il giornale dell’uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo e ardente desiderio è quello che nessuno gli rompa le scatole” – decise di dar vita ad un movimento politico col nome di Fronte dell’Uomo Qualunque. Movimento politico che in occasione delle elezioni nazionali per la nascita dell’Assemblea Costituente, a distanza di soli quattro mesi dalla fondazione, ottenne 1.211.956 voti, pari al 5,3%, e la elezione di ben trenta deputati, divenendo il quinto partito nazionale dopo la DC, il PSIUP, il PCI e l’UDN.
Nello stesso anno, in occasione delle elezioni amministrative di Roma, l’UQ ottenne 108.000 voti, seimila in più della DC.
Nelle elezioni politiche del 1948 solo un paio di deputati vennero eletti in una coalizione di destra e dell’Uomo Qualunque non se ne parlò più perché venne sciolto nel 1949.
Nelle elezioni politiche del 1953 il prof. Corrado Tedeschi, editore della Casa editrice che allora stampava la “Nuova enigmistica tascabile”, giornale molto popolare, tentò l’avventura di Guglielmo Giannini con il Partito Nettista Italiano, meglio noto come il Partito della Bistecca, ottenendo solo 4.305 voti.
Ma l’antipolitica si misurava anche dal numero delle liste presenti in occasione dei vari turni elettorali: nel 1946 le liste presenti furono circa 50 di cui 8 elessero complessivamente 19 deputati e 31 non ottennero alcun seggio, avendo avuto complessivamente circa 400.000 voti.
La stessa cosa si verificò anche in occasione di altre elezioni.
Oggi il fenomeno si chiama “Beppe Grillo”.
Marco Pannella, che la politica l’ha vista sempre con un occhio particolare, ha detto:
“La mistificazione, la contraddizione, l’assurdità, il delirio, l’enfatizzazione perenne, la strumentalizzazione, l’alterazione, la montatura, la demagogia. Su tutte queste corde solamente poche persone riescono a stare in equilibrio e saltare dall’una all’altra: Grillo in questo è maestro.”
E Marco Pannella aggiunge: “Il giorno in cui i mentecatti della politica spariranno e questo Paese diventerà normale, Grillo non servirà più”.
Oggi la gran parte della nostra classe politica attuale non è formata da mentecatti ma da molti lucidi pericolosi soggetti che, come ormai giornalmente è consacrato, antepongono agli interessi generali un comportamento censurato non solo politicamente ma anche moralmente e spesso anche penalmente.”.
Il risultato elettorale delle ultime elezioni politiche con il famoso 32% di voti, risultato imprevisto e imprevedibile nella sua dimensione, è stato la causa dei notevoli dissidi interni, per la totale impossibilità di gestire un gruppo formato da gente con idee, provenienze e interessi diversi.
angiolo alerci


