CEFPAS, SIAD CSA CISAL: «I 65 precari non c’entrano nulla con l’inchiesta, sono ones> e
fondamentali per la sanità siciliana, non li vogliamo capri espiatori. La poli>ca li salvi».
Il sindacato lancia l’allarme sul blocco delle aIvità forma>ve e precisa: «Nessun legame tra i
precari e le indagini della Procura. Subito la riaIvazione dei contraI con le risorse già
disponibili in bilancio».
Si è svolto ieri all’ARS un aPeso e cruciale incontro tra alcuni deputaG parlamentari della
maggioranza e i rappresentanG del sindacato SIAD CSA CISAL, volto a individuare una via d’uscita
urgente per il drammaGco stallo isGtuzionale e occupazionale che sta colpendo il CEFPAS (Centro
per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario).
Al centro del confronto, la vertenza del personale con contraPo di collaborazione coordinata e
conGnuaGva (ex co.co.co.) rimasto privo di occupazione lo scorso 30 aprile 2026. Una scadenza che
assume un valore simbolico amaro: dal 1° maggio, proprio in concomitanza con la Festa dei
Lavoratori, ben 65 famiglie siciliane hanno perso l’unica fonte di reddito e sostentamento
economico.
Il SIAD CSA CISAL ha rappresentato con fermezza la voce dei lavoratori ai membri del Parlamento
siciliano, soPolineando come il personale precario non possa in alcun modo trasformarsi nella
“vi^ma collaterale” di vicende gesGonali e giudiziarie che non li riguardano minimamente. Pur
riaffermando che il principio di legalità vada sempre perseguito con rigore, il Sindacato ha
evidenziato che l’azione amministraGva deve necessariamente camminare di pari passo con la
tutela del lavoro, la dignità delle persone e la conGnuità dei servizi di pubblica uGlità.
«Bisogna scindere con totale chiarezza la cronaca giudiziaria dall’emergenza occupazionale»,
spiegano con forza i rappresentanG del SIAD CSA CISAL. «Le note indagini della Procura della
Repubblica di CaltanissePa si concentrano su dinamiche e criGcità amministraGve di verGce
rispePo alle quali i 65 lavoratori sono non solo del tuPo estranei, ma semmai vi^me due volte: la
prima come ciPadini e la seconda come professionisG rimasG senza sGpendio. QuesG lavoratori
precari hanno lavorato onestamente in prima linea per cinque anni, garantendo l’operaGvità della
struPura con assoluta professionalità e spirito di servizio. Confondere le responsabilità gesGonali
soPo inchiesta con il diriPo al lavoro di chi ha sempre operato nella legalità è un corto circuito
drammaGco che l’ARS deve fermare subito. Non accePeremo che il personale onesto divenG il
capro espiatorio di errori altrui».
Nel corso della seduta, il Sindacato ha illustrato ai deputaG i daG allarmanG che descrivono una
vera e propria paralisi tecnica dell’Ente. Il personale co.co.co. ha infa^ cosGtuito negli ulGmi anni
l’ossatura fondamentale per le a^vità formaGve, progePuali, amministraGve e di supporto del
Centro. L’aPuale immobilismo risulta ancor più insostenibile se rapportato alla cronica carenza
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d’organico struPurale del CEFPAS, che sconta oggi una scopertura sGmata di 90 dipendenG (pari al
65% del fabbisogno reale).
A fronte di quesG numeri, il mancato rinnovo dei 65 collaboratori rischia di determinare il collasso
definiGvo dell’efficienza amministraGva, fino alla sospensione delle a^vità dida^che che rivestono
un caraPere strategico per l’intero sistema sanitario siciliano. Dietro i freddi daG della burocrazia, il
Sindacato ha richiamato l’aPenzione sulle competenze professionali consolidate e sui proge^ di
vita di decine di persone precipitate in uno stato di totale incertezza economica e sociale.
Per superare l’impasse, il SIAD CSA CISAL ha chiesto formalmente ai deputaG dell’ARS di adoPare
tu^ i provvedimenG necessari per consenGre sia la conGnuità occupazionale dei lavoratori
coinvolG, sia la presentazione di uno specifico progePo di legge finalizzato a garanGre il regolare
funzionamento di un Ente che rappresenta un presidio fondamentale per la formazione e la
qualificazione di tuPo il personale medico e sanitario dell’Isola.
La richiesta avanzata è stata l’adozione di un intervento di massima urgenza struPurato su due
binari:
1 Proroga e riaIvazione immediata dei contraI: l’istanza poggia sulla reale disponibilità di
risorse economiche già stanziate e uGlizzabili all’interno del bilancio del CEFPAS, idonee a coprire
la prosecuzione dei rapporG di lavoro. Ria^vare i contra^ con fondi già approvaG è un aPo di
correPa e sana amministrazione, che nulla ha a che fare con le zone d’ombra dell’inchiesta.
2 Avvio delle stabilizzazioni: l’a^vazione immediata delle procedure volte al riprisGno stabile dei
livelli occupazionali precedentemente esistenG, rispondendo a imprescindibili ragioni di buon
andamento della pubblica amministrazione.
Al termine degli incontri, i deputaG e la delegazione sindacale hanno convenuto sull’assoluta
necessità di garanGre la conGnuità operaGva del Centro, impegnandosi a scongiurare una riduzione
o una sospensione dei servizi. Il SIAD CSA CISAL ha assicurato un conGnuo sostegno, auspicando
una rapida e trasversale convergenza poliGca per resGtuire dignità ai lavoratori e stabilità a
un’isGtuzione d’eccellenza per la sanità siciliana.
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