Casa: Perché il NO alla riforma Nordio riguarda anche il diritto all’abitare
Alosi ( Sunia Sicilia), “Con la riforma Nordio i reati contro i più deboli sarebbero meno perseguiti. Per questo il nostro No”
Palermo, 16 marzo- “Per chi vive una condizione di fragilità abitativa, la giustizia è l’unico strumento che rende effettivi i diritti. Indebolire il principio costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale significa introdurre una giustizia selettiva che colpisce prima di tutto chi è più fragile”. Lo afferma il segretario generale del Sunia Cgil Sicilia, Roberto Alosi. “Se passasse la riforma Nordio – sostiene Alosi- ci sarebbero ripercussioni anche nella tutela dei diritti sociali. Reati che colpiscono i più deboli, dall’abusivismo speculativo alle truffe sugli affitti, dal degrado abitativo alle violazioni delle norme urbanistiche rischierebbero di essere meno perseguiti o di diventare meno prioritari. Per questo – sottolinea- come Sunia, siamo schierati per il NO. Non per difendere corporazioni o equilibri astratti, ma per difendere le persone reali: quelle che abitano ai margini, quelle che spesso non hanno voce, quelle per cui lo Stato di diritto rappresenta l’ultima protezione possibile”.
Il segretario del Sunia sottolinea che “questo riguarda molto la Sicilia dove questione abitativa è diventata una vera emergenza sociale. Oggi nell’isola le domande giacenti per l’assegnazione di alloggi popolari superano le 23 mila unità, mentre il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è fermo a circa 54 mila alloggi complessivi. Se si considera anche il numero delle famiglie che ogni anno chiedono sostegno pubblico per pagare l’affitto, il fabbisogno reale di alloggi popolari e sociali in Sicilia può essere stimato tra 30 e 40 mila unità!.
“Il paradosso – aggiunge- è che questa emergenza convive con un enorme patrimonio inutilizzato: oltre un terzo delle abitazioni presenti in Sicilia non è occupato da residenti. Questo dimostra che il problema non è solo la quantità di case, ma l’assenza di politiche pubbliche forti e di regole efficaci per garantire il diritto all’abitare.In questo quadro- dice Alosi- ogni arretramento dello stato di diritto è destinato a pesare ancor di più”.


