CARCERI: SAPPE, NUOVA AGGRESSIONE A ENNA. “IL CARCERE È FUORI CONTROLLO. IL PROVVEDITORATO RESTA IMMOBILE, È INACCETTABILE”
Capece: “Un agente in ospedale dopo essere stato scaraventato contro un carrello. Dopo la rivolta nulla è cambiato. Il Ministero intervenga subito”.
Non si arresta la spirale di violenza nella Casa circondariale “Luigi Bodenza” di Enna. Nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14.30, un detenuto straniero psichiatrico si è scagliato improvvisamente contro un appartenente alla Polizia Penitenziaria, spingendolo con violenza contro uno dei carrelli utilizzati per la distribuzione della terapia farmacologica. Nell’urto il poliziotto ha riportato un trauma alla testa ed è stato trasportato in ospedale per le cure del caso: dieci i giorni di prognosi e diversi i punti di sutura applicati. Durissima la reazione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
“Quello che sta accadendo ad Enna è semplicemente intollerabile”, denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “A pochi giorni dalla devastante rivolta che ha distrutto un intero padiglione detentivo, registriamo l’ennesima aggressione ai danni di un appartenente alla Polizia Penitenziaria. È il segnale evidente che la situazione continua a essere gravissima e che le misure adottate sino ad oggi non sono state sufficienti a ristabilire condizioni minime di sicurezza.”
“Ancora più sconcertante”, prosegue Capece, “è constatare che, nonostante il sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco, dal quale sarebbe emersa l’inagibilità del padiglione interessato dalla rivolta, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Palermo continua a non assumere quei provvedimenti urgenti che il buon senso e la tutela del personale imporrebbero.”
“Parliamo di un reparto pesantemente devastato, nel quale sono venuti meno perfino i più elementari punti di appoggio per il personale di Polizia Penitenziaria. Oggi i nostri agenti sono costretti a prestare servizio rimanendo in piedi per turni di otto, nove, dieci ore consecutive, senza una postazione operativa dignitosa, in ambienti gravemente compromessi sotto il profilo logistico e della sicurezza. È una situazione che non dovrebbe esistere in uno Stato di diritto.”
Per il segretario generale del SAPPE “l’atteggiamento del Provveditore regionale Maurizio Veneziano lascia francamente sgomenti. Davanti ad un istituto devastato da una rivolta e ad una sequenza di continue aggressioni contro il personale, non si può fare finta di nulla né limitarsi ad attendere che il tempo risolva i problemi. Un comportamento improntato all’immobilismo, che ricorda quello di Ponzio Pilato, è grave e non è più accettabile.”
“Chi ha responsabilità di governo dell’Amministrazione penitenziaria deve assumersi l’onere di decidere. Non è pensabile scaricare ogni giorno sulle spalle della Polizia Penitenziaria il prezzo dell’inerzia amministrativa. I nostri uomini hanno già dimostrato coraggio, professionalità e spirito di servizio durante la rivolta. Oggi vengono nuovamente aggrediti mentre lavorano in condizioni proibitive. Tutto questo è indegno.”
Il SAPPE chiede al Ministero della Giustizia e al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria un intervento immediato.
“È indispensabile”, conclude Capece, “l’invio urgente di una commissione ministeriale che verifichi direttamente quanto sta accadendo nella Casa circondariale di Enna, accerti le reali condizioni di agibilità dei reparti devastati e adotti senza ulteriori ritardi tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale e il ripristino della legalità. Contestualmente, occorre disporre il trasferimento dei detenuti responsabili dei gravissimi disordini e alleggerire la pressione detentiva dell’istituto. Non c’è più tempo da perdere. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformarsi nell’ennesima aggressione o, peggio ancora, in una tragedia annunciata. Il personale di Polizia Penitenziaria merita rispetto, tutela e decisioni immediate, non silenzi e rinvii.”


