Camminare nel bosco per vincere l’ansia e lo stress. Ne parliamo con la Dott.ssa Iva Marino.
L’Ecopsicologia in passato ha gia’ dimostrato l’efficacia degli ambienti naturali sul benessere psicologico delle persone, sia in termini di riduzione dello stress che per un aspetto rigenerativo e di effetto sulle prestazioni cognitive.
Oggi si fa strada un approccio alla salute piu’specifico, che non parla di natura in generale, ma piu’ precisamente di foresta. In realta’ è dagli anni ’80 del secolo scorso che la Terapia Forestale viene considerata medicina complementare e ne vengono evidenziati i benefici, sia dal punto di vista psicologico, che fisiologico. Cosa ne pensa dottoressa?
R. Il primo insegnamento che ci offrono gli alberi è il “radicamento” che descriviamo con le parole di Alexander Lowen, padre della biogenetica: “Noi esseri umani siamo come gli alberi, radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene”. In altre parole Lowen ci descrive come “avere i piedi a terra”, il significato della parola grounding, consenta a ciascuno di noi di occupare il proprio spazio nella vita, avere una posizione più equilibrata, essere a contatto con la realtà’ per mezzo della propria esperienza diretta, che passa prima di tutto attraverso il corpo. In poche parole, saremo in grado di dare risposte adeguate e coerenti con il contesto, di avere possibilità di sviluppare le nostre potenzialità.
Riguardo agli esiti psicologici più evidenti, l’immersione forestale (Bagno di Foresta o Shinrin-Yoku), è davvero considerevole e sicuramente la riduzione degli stati ansiosi è uno dei risultati più evidenti: “camminare nel bosco per vincere l’ansia”.
D. Dottoressa ma come si manifesta l’ansia, da cosa deriva?
R. L’ansia deriva dalla memoria degli eventi vissuti che associamo, nella nostra quotidianità, ai nuovi eventi, anticipandone mentalmente esiti, processi, difficoltà. Attraverso l’ansia ci proiettiamo avanti nel tempo, a volte generando un livello di tensione ottimale per realizzare una buona performance (Arousal), grazie alla maggiore attivazione del sistema cognitivo e in particolare dell’attenzione, altre volte in modo eccessivo, manifestando persino un livello di stress invalidante (panico).
D. “Esserci nel bosco”, cosa comporta?
R. Gli alberi comunicano, imparano, memorizzano, non provano ansie o paure, risposte di sopravvivenza (attacco, fuga, freezing). Vivere il contatto con gli alberi ed “esserci” riguarda un’esperienza sensoriale: guardare il panorama e gli scorci, sentire i profumi, ascoltare il rumore del vento; posare le mani in un tronco..
“Gli alberi ci aiutano”. Oltre che con l’emissione delle sostanze volatili (i terpeni) che, ormai è noto, intervengono chimicamente a favorire stati meno ansiosi, a recuperare e sentire una relazione più autentica e partecipativa, direi solidale con gli esseri della nostra specie, a recuperare, la dimensione del sacro e del profondo, in connessione con le nostre più antiche forme archetipe. “Esserci nel bosco” equivale a sentire gli alberi quale “Presenza Consapevole”, a nutrirci del sole della gratificazione, ad esprimere la “nostra migliore natura”.
..Il bosco e’ il luogo che più preferisco quando ho bisogno di “connessioni” , un luogo dove poter tornare e perdermi fra l’incanto e la sorpresa. Il bosco e’ l’archetipo del nostro inconscio!
D. In conclusione quali i vantaggi della Terapia Forestale?
R. Oltre a ciò che è stato già detto mi soffermerei sulla notevole influenza dello stress e sul cortisolo, la riduzione di questo ormone diminuisce già a partire da venti minuti trascorsi a contatto con la natura. Diminuendo il livello di cortisolo nel sangue, il cuore batte più lentamente, la pressione sanguigna diminuisce, il ritmo del respiro diventa più lento e rilassato. Ridurre il cortisolo aumenta le difese immunitarie e rinforza l’apparato circolatorio. “Il bagno nella foresta “ha davvero potere terapeutico e curativo. L’effetto “biofilia” (termine coniato da E. Fromm), letteralmente “amore per la vita” e per gli alberi, ci restituisce alla dimensione della guarigione.


