Nessun dubbio sulle sue capacità ma è stato importante per lui capire cosa significasse essere inserito in un Top Team. E’ quanto pensa del pilota ennese Simone Patrinicola, fresco vincitore del tricolore di categoria del Campionato Italiano Gran Turismo insieme al compagno Marco Butti, alla guida di una Audi ufficiale, Eros Di Prima di fatto il suo padre sportivo. Sessantatrè anni nisseno ma anche con origini ennesi di padre, Eros Di Prima è titolare della Tempo Srl società costituita nel 1999 che opera in vari settori del motorsport, nell’organizzazione di eventi con licenza di organizzatore ACISPORT, nella gestione e valorizzazione delle sponsorizzazioni e con il management dei piloti. E con quello vinto da Simone è il quarto vinto dalla Tempo Srl in pista anche se ne ha visto altri nei Rally e nel Tout Terrain. In pista il primo vinto nel 2006 con Giuseppe Termine che si aggiudicò il Campionato Italiano Formula Azzurra , poi nel 2017, il Campionato italiano GT Cup con Davide Di Benedetto e Michele Merendino e sempre con Michele Merendino ma con Giuseppe Guttadauro, il Campionato Italiano Velocità Auto Storiche 2018 . Senza tema di smentita si può benissimo affermare che la Tempo Srl detiene il migliore palmares in Sicilia ritenerci quelli con il miglior palmares in Sicilia. E tutto ciò ovviamente consente di attrarre sponsor prestigiosi che scelgono il motorsport per la promozione dei loro marchi e dei loro prodotti e/o servizi , favoriti dalla ampia visibilità che i campionati ai quali partecipiamo garantiscono con le dirette TV e l’efficiente ufficio stampa .
Anche se di categoria un titolo italiano è un titolo italiano sempre importante. Da un punto di vista tecnico come commenti questa vittoria di Simone e il suo compagno Butti nel campionato Italiano Gran Turismo?
Il Campionato Italiano già da qualche anno vede due tipologie di gare – commenta Di Prima – le sprint (gara da 50′) e le endurance ( gare da 2H ). In entrambe le tipologie sono in palio i titoli AM ( amatori ) ovvero piloti non classificati cioè che non hanno ancora vinto titoli nazionali , e PRO ( professionisti ) piloti classificati e il PRO -AM per quegli equipaggi formati da un AMatore e un PROfessionista , tutti i titoli hanno pari dignità e valore assoluto , Simone e Marco Butti sono a pieno titolo Campioni.
Essere arrivato quest’anno alla guida di una vettura ufficiale e di prestigio come l’Audi cosa ha significato per Simone?
L’approccio a Audi Sport è stato lungo – continua – già lo scorso anno avevo segnalato Simone ai miei amici di Audi Sport Italia Emilio Radaelli e Roberta Gremignani facendoli incontrare più volte extra gare , per far instaurare in primis un reciproco rapporto personale che ritengo sia sempre necessario quando poi si deve programmare una intera stagione insieme . Non avevo certamente dubbi sulla capacità di gestire una tal vettura da parte di Simone ma era importante che anche lui capisse cosa significa essere inserito in un Top – Team .
Conosci molto bene Simone per averlo messo al volante di una monoposto a soli 15 anni e di fatto hai seguito tutto il suo percorso sportivo. Cosa significa per lui questa vittoria ma soprattutto secondo te dove ancora potrà arrivare?
Potrei dire che è un po ‘ mio figlio, come lo è stato Davide Di Benedetto , altro pilota che ho seguito sin dai primi giri in monoposto – continua – Simone , che ha vinto tra gli Under 23 nel mio campionato Formula 2000 Light , ha sempre dimostrato grande impegno nella preparazione fisica e la sua conoscenza della lingua inglese è un plus che lo differenzia da altri ragazzini e che gli tiene aperte le porte dei team internazionali.
Eros Di Prima se non sbaglio più di quarant’anni da quando nel mondo dei motori è un palmares delle tue vittorie e con quali piloti di prestigio e manager del motorsport e Rally hai collaborato?
“Ho corso tanto dal 1977 come co-pilota nei Rally e non posso dimenticare le tante vittorie con “BRONSON” , quelle con Sergio Di Benedetto , che poi mi ha affidato i figli, o le gare corse con il mio amico Antonio Stagno che ci ha lasciato troppo presto – conclude – ma come si usa dire quella più bella sarà la prossima vittoria, infatti non demordo”.
Riccardo Caccamo


