Appalti. Pistorio ( Fillea Cgil Sicilia), proposte del governo di modifica del codice “scellerate”. “Le forze politiche e sociali siciliane si mobilitino per contrastarle”
Palermo, 10 dic- “Il rinvio ai codici Ateco per indicare i contratti di lavoro da applicare, non basandosi dunque sulla reale attività svolta, e’ la plastica dimostrazione del fatto che questo governo non ha nessuna idea di politica industriale ed è disinteressato alla crescita dimensionale e qualitativa del settore manifatturiero nel nostro paese e in Sicilia. Ben presto i nostri territori sarebbero colonizzati dai colossi europei meglio organizzati”: lo dice il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, Giovanni Pistorio, a proposito delle modifiche del codice degli appalti proposte dal governo. Pistorio giudica anche “scellerata” l’ idea delle equivalenze automatiche tra Ccnl che hanno tutele economiche e normative diverse. “Significa – dice- consentire che si faccia lavorare con minor tutele, anche sulla sicurezza , nello stesso cantiere con operai non qualificati, il che graverà anche in negativo sulla qualità del manufatto realizzato”. Le modifiche proposte al Codice degli Appalti “si innesterebbero – osserva Pistorio- su un sistema già distorto e piegato, attraverso un uso abnorme degli affidi diretti e delle procedure negoziate, alla corruzione, al malaffare, alle mafie, soprattutto in Sicilia”.
Secondo il segretario della Fillea peraltro“non è affatto vero che ricorrendo agli affidi e alle procedure negoziate si risparmi in termini di tempo e di costi anzi -sottolinea- i costi finiscono per lievitare e gli utili non finiscono certo né ai lavoratori né alle imprese”. Insomma il rischio di infiltrazioni malavitose incombe.
“Noi continuiamo a batterci contro questo– dice il segretario della Fillea-. In Sicilia è necessario che si vada alla sottoscrizione di specifici protocolli di legalità sul modello di quelli firmati a Roma ( Giubileo), Bologna e Napoli, e su questo tema sfidiamo il governo regionale e gli interlocutori sociali, che al momento sembrano disinteressati.
La Fillea chiede alle forze politiche e sociali attive sul territorio di mobilitarsi contro le modifiche al codice degli appalti “per respingere le azioni del governo che rischiano di fare a pezzi il settore e interi articoli della nostra costituzione”


