Un saggio, un tempo, disse che quando parlano i fatti le parole non servono. E i fatti sono tutti qui, spesso con forme quadrangolari, di compensato, di plastica, di vetro o di alluminio; i fatti sono…erano! tutti sparsi lungo le pendici di Piazza martiri di via Fani (Pirrera).
Già nei primi anni del nuovo millennio, un gruppo di volontari ripulì questa zona divenuta da decenni una discarica a cielo aperto nella quale vi era addirittura una carcassa di automobile. Dopo altri anni di incuria e abbandono, il 12 giugno del 2019, altri volontari vollero rifare lo stesso lavoro e proprio da quella esperienza nacque la nostra associazione: le Sentinelle Ambientali
Oggi, a distanza di tre anni, siamo tornati nuovamente in questa vallata, un’immensa distesa di verde che sarebbe un luogo ideale per la creazione di un bosco; dopo esserci accorti che, ancora una volta, i rifiuti erano nuovamente comparsi.
Le foto parlano chiaro, più di qualsiasi parola: box docce, moto giocattolo, sedili di auto, condizionatori, divani, sedie, frigoriferi, pezzi di automobili e carcasse, carcasse e ancora carcasse di TV (Almeno una 40ina) oltre a vari oggetti più piccoli (scarpe, bottiglie, lattine, eccetera) e gli immancabili sacchi di spazzatura.
Con molta pazienza e tanta fatica ci siamo calati lungo la scarpata per il recupero di tutta questa immondizia che chi ha percorso la circonvallazione sicuramente ha notato.
A fine “lavoro” eravamo stremati ma soddisfatti, oltre ai tesserati delle Sentinelle ambientali, hanno partecipato altri cittadini volontari che speriamo possano aggregarsi a noi. Oltre loro, è stata pure gradita la presenza del sindaco, la “visita” di alcuni consiglieri comunali e l’aiuto materiale di altri tra consiglieri e assessori (sia per la maggioranza che per l’opposizione).
Il problema, che poi è La domanda che ci siamo posti una volta risaliti, è stata: sarà tutto vano?
Sì, perché non basta, o comunque non basta più solo l’impegno, servono i fatti.
L’esistenza stessa di questa discarica a distanza di pochi anni è l’emblema del fallimento della comunità e perciò di ognuno di noi. Hanno fallito le associazioni e le scuole per non essere riusciti ad inculcare la mentalità della pulizia e del rispetto dell’ambiente, ha fallito il Comune che non è stato in grado di evitare che la discarica si ricreasse e punire chi contribuisce ad aumentarla. Hanno fallito i cittadini, anche quelli che si sono complimentati ma che non alzano un dito in merito. Ha fallito, in sintesi, tutta la comunità valguarnerese perché nel 2022 non è più ammissibile una discarica a cielo aperto. 🆘
Noi siamo pronti a spenderci sempre e comunque per la pulizia e la bellezza della nostra città, ma il tempo delle chiacchiere è finito e adesso servono risultati dalla parte di tutti. ⚧️
Perché se è vero che il ritiro degli ingombranti ha subìto rallentamenti e lacune e non è più un servizio svolto in maniera efficiente, ciò non può e non deve mai giustificare l’abbandono dei rifiuti.
Servono moderni servizi di vigilanza 🛂 tramite videocamere che fungano sia da deterrente, sia soprattutto possano portare all’identificazione dei criminali che compiono tali vandalici atti.
Serve, infine, che i cittadini capiscano l’importanza del verde pubblico e il pericolo cui porta l’inquinamento. 🪦
Tra le altre cose riportate sú dalla scarpata, c’era una pianta ancora all’interno di un vaso. L’abbiamo ripiantata nell’aiuola circostante come esempio di riciclo, come esempio di bellezza e di rinascita, come nuovo patto di amicizia tra uomo e natura. L’abbiamo piantata lì perché i cittadini di Valguarnera capiscano che se una cosa è di tutti, tutti dobbiamo prendercene cura e non fregarcene, appunto perché è anche nostra. E siamo sicuri che chi passerà di lì, anche i ragazzini che vi giocano, se ne prenderanno cura ripulendola dalle erbacce o annaffiandola se ne ha bisogno. ♻️
“Per lasciare il mondo migliore di come lo hai trovato, a volte devi raccogliere la spazzatura degli altri.”


