Notizie gemtilmente concesse da Gaetano Cantaro
La battaglia di Cerami (EN) come nelle Termopili.
Nel 1063 il Gran Conte Ruggero d’Altavilla riportò una celebre vittoria contro i Musulmani nei pressi di Cerami. Un evento prodigioso che cambio’ le sorti della Sicilia e dell’occidente europeo. Lo storico Goffredo Malaterra racconta che Serlone d’Altavilla, nipote del conte, con trentasei guerrieri, tenne testa a trentamila Saraceni, dei quali poi Ruggero, sopraggiunto con altri cento soldati, ne uccise quindicimila. Si disse, a battaglia finita, che San Michele Arcangelo, risplendente di luce, aveva galoppato innanzi ai cristiani per guidarli alla vittoria (ancora oggi si tramanda la tradizione con festeggiamenti, il penultimo sabato di maggio, nella cittadina di Cerami). L’eroico Serlone venne successivamente ucciso per il tradimento di un musulmano a cui aveva salvato la vita, tale Ibrahim, in un agguato tesogli nei pressi di Nissoria, nel 1072. Circondato da soverchianti forze saracene nella valle del Salso, a breve distanza dalla confluenza del fiume Cerami, per nulla rassegnato, Serlone si arrampicò su una grande rupe e lì con la difesa naturale alle spalle fece strage di nemici: poi, sopraffatto, fu ucciso e gli fu strappato il cuore, che i saraceni mangiarono per acquisirne il coraggio; la testa, conficcata su un palo, fu mandata al principe Tamin, in Tunisia. Da allora la grande rupe d’arenaria sulla riva sinistra del Salso (territorio del comune di Nissoria), sulla quale i normanni avevano inciso una grande croce, fu chiamata dagli arabi “Hagar Sârlû”, “Rocca” o “Pietra di Serlone” (Rocca o Timpa di Serlone o Sarru nel dialetto locale). La rupe, purtroppo, venne trasformata in cava di sabbia nella seconda metà del XX secolo. Oggi la rocca non esiste più, al suo posto v’è un buco nel quale si raccolgono le acque della falda dei due fiumi che qui si uniscono, unici testimoni del ricordo di un nobile e valoroso guerriero, Serlone d’Altavilla.
(La battaglia di Cerami in un dipinto del 1860 del pittore francese Prosper Lafaye esposto in Francia nella reggia di Versailles)
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